
28.01.26 – Il gioco d’azzardo non riguarda solo gli adulti. Negli ultimi anni cresce l’attenzione verso l’esposizione sempre più precoce di ragazzi e ragazze, già nella fascia 12–14 anni.
In questa età, curiosità, pressione del gruppo e facilità di accesso (anche tramite familiari o canali informali) possono trasformare il “provare per gioco” in un’abitudine con possibili conseguenze sul benessere e sul rendimento scolastico.
Lo studio (di cui proponiamo una sintesi nel rispetto dei diritti d’autore di fonti terze)
I dati provengono da un’indagine condotta tra novembre 2022 e gennaio 2023 nell’ambito del progetto sperimentale “GAPUnplugged”.
È stato somministrato un questionario anonimo costruito ad hoc a studenti e studentesse di 12–14 anni di scuole del Piemonte e del Lazio (con un focus su scuole della città di Roma). Per misurare i comportamenti di gioco a rischio e problematici è stata utilizzata anche la scala SOGS-RA , uno strumento impiegato negli studi sugli adolescenti.
Quanti giocano d’azzardo
Hanno partecipazione 1.874 studenti. I risultati mostrano una diffusione elevata:
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Il 55,7% ha giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi
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Il 36,4% ha giocato negli ultimi 30 giorni
Questi dati indicano che, per molti preadolescenti, il gioco d’azzardo non è solo un episodio isolato, ma un comportamento che può ripetersi nel tempo.
Quanto spesso e con quali segnali di rischio
Oltre alla semplice partecipazione, lo studio ha stimato anche la frequenza ei profili di rischio:
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Il 16% ha giocato regolarmente (3 o più volte negli ultimi 30 giorni)
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Il 7,2% presenta comportamenti di gioco a rischio
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Il 3,4% presenta comportamenti di gioco problematici
In altre parole, una quota non trascurabile non si limita alla sperimentazione: emerge un sottogruppo che mostra segnali compatibili con un rapporto più critico con il gioco (ad esempio difficoltà nel controllarlo, ricadute sul comportamento o ripetizione nonostante possibili conseguenze).
Chi è più esposto
La prevalenza risulta più alta tra i maschi e più elevata nelle scuole della città di Roma . Si tratta di differenze osservate nel campione: suggeriscono l’importanza di considerare fattori sociali e ambientali (contesto urbano, accessibilità, modelli familiari e culturali), ma richiedono ulteriori analisi per comprenderne le cause.
Perché questi risultati contano
L’esposizione al gioco d’azzardo in età precoce aumenta la probabilità di consolidare abitudini rischiose in adolescenza. Inoltre, i comportamenti a rischio o problematici possono intrecciarsi con altre vulnerabilità tipiche di questa fase (impulsività, ricerca di sensazioni, pressione dei pari), rendendo più difficile “spegnere” il comportamento senza un supporto adeguato.
Cosa fare: prevenzione presto e mirata
I risultati indicano la necessità di interventi preventivi specifici già nella preadolescenza, in particolare:
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educazione a probabilità, rischio e “false credenze” sul gioco (es. “prima o poi vincerò”);
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potenziamento di competenze emotive e di autocontrollo;
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coinvolgimento di scuola e famiglia per ridurre l’accesso e l’esposizione;
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attenzione ai gruppi più vulnerabili e ai contesti dove il fenomeno appare più frequente.
Considerazioni finali
Tra i 12 ei 14 anni il gioco d’azzardo è ampiamente diffuso e una parte dei ragazzi mostra già segnali di rischio o problematicità . Agire presto, con programmi educativi e preventivi mirati, può ridurre l’esposizione e limitare l’evoluzione verso comportamenti più dannosi.
Creditis:
Affiliazioni
- 1Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni “Giuseppe Parenti” (DISIA), Università degli Studi di Firenze, Firenze; marco.martorana@uniupo.it.
- 2Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica (DISSTE), Università del Piemonte Orientale, Vercelli; marco.martorana@uniupo.it.
- 3Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica (DISSTE), Università del Piemonte Orientale, Vercelli.
- 4Dipartimento di Medicina Traslazionale (DIMET), Università del Piemonte Orientale, Novara.
- 5Dipartimento di Psicologia, Università eCampus, Novedrate.
- 6Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, ASL Roma1, Roma.
- 7Dipartimento di Epidemiologia, ASL Vercelli, Vercelli.
Link alla ricerca: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41399887/
Foto di Patrick JL Laso da Pixabay
