30-12-19 – Se la spesa complessiva per gli stupefacenti aumenta, superando i 15 miliardi, cresce anche il consumo e soprattutto il numero di morti legate alla droga: dai 296 decessi del 2017 ai 334 del 2018. Quasi la metà dei casi, che riguardano vittime maschili e femminili, è dovuta all’assuzione di eroina (46,1%), seguita da quella di cocaina (19,2%). La metà dei ricoveri complessivi (49,9%) ha riguardato pazienti di età compresa tra i 25 e i 44 anni. Il dato che fa riflettere, però, riguarda le donne e in particolare le over 40, con un + 92%. Un dato che però va analizzato alla luce di un quadro complessivo.

COME CAMBIA IL CONSUMO

«A livello generale i fattori che spiegano questo andamento sono tanti, primo tra tutti il ritorno dell’eroina, ma non più assunta in endovena, dunque con la vecchia siringa, bensì sotto forma di fumo da inalare in microdosi. Queste hanno un costo inferiore e portano a pensare che possano essere meno dannose. Ma, come emerge dal report, poiché è aumentata la quantità di principio attivo in genere in tutte le sostanze, possono crescere anche gli effetti collaterali, fino alla morte» spiega Alessandro Calderoni, psicologo e psicoterapeuta. Ma perché l’aumento tra le donne? «Vedere un numero come +92% può far impressione, perché significa un quasi raddoppio, ma occorre vedere il dato da cui si partiva» spiega Roberto Gatti, Responsabile Dipartimento Area Dipendenze ASST Santi Paolo e Carlo di Milano.

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