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08.06.26 – Analisi del disturbo da gaming, riconosciuto dall’OMS. Dati ISS 2025 stimano 500mila adolescenti italiani a rischio. Evidenze cliniche e psicologiche.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato il disturbo da gioco videoludico (gaming disorder) come una patologia a tutti gli effetti, inserendola nel novero dei comportamenti di dipendenza.
 
Dal punto di vista clinico, questa condizione si manifesta quando un individuo perde il controllo sulla frequenza, sull’intensità e sulla durata delle sessioni di gioco.
 
La priorità assegnata ai videogiochi finisce per prevalere su altre attività quotidiane, e il comportamento viene mantenuto o addirittura intensificato nonostante le evidenti e gravi ripercussioni negative sulla vita personale, familiare, sociale e scolastica.
 
Il fenomeno sta assumendo dimensioni allarmanti a livello nazionale. Secondo le rilevazioni condotte nel 2025 dall’Istituto Superiore di Sanità, si stima che in Italia circa 500.000 adolescenti presentino sintomi compatibili con questa dipendenza.
 
Gli esperti avvertono tuttavia che questa cifra potrebbe rappresentare solo una parte sommersa del problema, a causa della complessità nel tracciare con precisione il disagio giovanile legato all’uso compulsivo del digitale.
 
A livello internazionale, la letteratura scientifica più recente conferma la gravità del quadro epidemiologico. Le meta-analisi globali indicano che la prevalenza del disturbo tra gli adolescenti si aggira intorno all’8,5%, un dato che sottolinea come la patologia sia spesso correlata a un più ampio spettro di difficoltà psicologiche e psichiatriche in età evolutiva.
 
La complessità del disturbo richiede pertanto un approccio multidisciplinare, che integri il supporto clinico e psicoterapeutico per aiutare i più giovani a ristabilire un rapporto equilibrato con la tecnologia.
 
Le implicazioni di questa emergenza sono state approfondite in un recente focus giornalistico e clinico che ha visto il confronto tra Emanuela Ambrosino, giornalista specializzata in cronaca sanitaria e tematiche legate al disagio giovanile, e Alberto Pellai, medico psicoterapeuta e ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano.
 
Nel corso dell’analisi, gli esperti hanno esaminato le sfumature di questa nuova sfida per la salute pubblica, evidenziando la necessità di strategie di prevenzione e intervento sempre più mirate.
 
 
 
Fonti Scientifiche di Riferimento
  1. World Health Organization. Addictive behaviours: Gaming disorder [Internet]. Geneva: World Health Organization; [cited 2026 Jun 7]. Available from: https://www.who.int/news-room/questions-and-answers/item/addictive-behaviours-gaming-disorder
  2. Psychopathology and Gaming Disorder in Adolescents. JAMA Network Open [Internet]. 2025 [cited 2026 Jun 7];8(7). Available from: https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2836903