15.10.25 – Nonostante l’alcol sia una sostanza legalmente disponibile, ampiamente tollerata nella vita sociale e integrata in molteplici settori economici, il suo uso eccessivo rappresenta una questione di salute pubblica sempre più rilevante, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. In Trentino, nel corso dell’ultimo anno, circa 700 ragazzi e ragazze hanno fatto ricorso ai servizi specializzati per le dipendenze (Serd), segnalando un fenomeno preoccupante che coinvolge non solo il consumo occasionale, ma anche modelli di abuso strutturati e complessi.

Due tendenze emergenti caratterizzano il rapporto dei giovani con l’alcol: il cosiddetto binge eating – ovvero l’assunzione di grandi quantità di alcol in un tempo molto breve, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente uno stato di ebbrezza – e il poli-abuso , una pratica sempre più diffusa che consiste nell’assumere contemporaneamente alcol e altre sostanze psicoattive, legali o illegali. Questa combinazione moltiplica gli effetti negativi sull’organismo e aumenta in modo significativo i rischi per la salute mentale e fisica, come confermato da studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (EUDA).

Secondo i dati raccolti dal Servizio per le Dipendenze della Provincia Autonoma di Trento, il primo contatto con l’alcol avviene spesso prima del compimento del diciottesimo anno di età, e in molti casi l’esordio si verifica all’interno del contesto familiare, dove l’alcol viene talvolta normalizzato o introdotto in modo informale. Questo accesso precoce contribuisce a costruire una percezione distorta del rischio, alimentata da una diffusa tendenza a sminuire le conseguenze del consumo eccessivo. Tale atteggiamento riguarda non solo i giovani, ma anche i loro genitori, che spesso faticano a riconoscere i segnali di un uso problematico o preferiscono ignorarli per evitare conflitti.

Molti dei ragazzi che si rivolgono ai centri alcolici lo fanno in seguito a provvedimenti amministrativi, come la sospensione o il ritiro della patente di guida per guida in stato di ebbrezza. Tuttavia, la maggior parte dei casi resta sommersa: adolescenti e famiglie tendono a negare o minimizzare il problema, ritardando l’accesso a interventi tempestivi e mirati.

Gli esperti sottolineano l’importanza di azioni preventive integrate nel contesto scolastico. Programmi educativi basati su evidenze scientifiche – come quelli promossi dal progetto europeo “European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs” (ESPAD) – hanno dimostrato di poter influenzare positivamente le scelte dei giovani, aumentando la consapevolezza sui rischi legati all’uso di sostanze. Parallelamente, è fondamentale lavorare sulla relazione genitori-figli: i professionisti del settore raccomandano un approccio comunicativo non giudicante, centrato sull’ascolto attivo, per evitare che i ragazzi si chiudano o percepiscano il dialogo come una forma di controllo o condanna.

Anche le associazioni di auto-aiuto, come Alcolisti Anonimi (AA), riscontrano difficoltà nel coinvolgere i giovani nei loro percorsi di recupero. Come spiega il referente regionale, molti adolescenti non percepiscono il proprio consumo come un problema serio, convinti di poterlo gestire autonomamente. Questa illusione di controllo ritarda il riconoscimento della dipendenza e ostacola la partecipazione costante agli incontri di gruppo, nonostante AA garantisca massima riservatezza e un ambiente privo di stigma. Quando infine i giovani decidono di chiedere aiuto, spesso faticano a mantenere un impegno continuativo, a causa di barriere psicologiche, sociali o legati alla stessa struttura dei programmi, pensati tradizionalmente per un pubblico adulto.

In sintesi, il contrasto all’abuso di alcol tra i giovani richiede un approccio multidimensionale: interventi precoci nelle scuole, sostegno alle famiglie, adeguamento dei servizi alle esigenze delle nuove generazioni e una maggiore sensibilizzazione collettiva sui rischi reali – spesso sottovalutati – legati al consumo di alcol in età adolescenziale. Solo attraverso una rete coordinata di prevenzione, cura e riduzione del danno sarà possibile affrontare efficacemente questa emergenza silenziosa.

 

 

Fonti da consultare per l’approfondimento:

  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Global Status Report su alcol e salute , 2024
  • EMCDDA (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), Poliassunzione di droghe tra i giovani in Europa , 2023
  • Progetto ESPAD Italia, Istituto di Fisiologia Clinica – CNR, Rapporto 2023
  • Linee guida del Ministero della Salute italiano sulla prevenzione delle dipendenze in età evolutiva (2022)
  • Documentazione ufficiale di Alcolisti Anonimi Italia ( www.alcolistianonimi.it )

 

 

 

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