Fumo passivo: indicazione dell’OMS per una legislazione sempre più restrittiva


L’esposizione al fumo passivo è un alto fattore di rischio per la salute umana, inalare ciò che viene espulso da terze persone è considerato un gateway per l’insorgenza di patologie dell’apparato respiratorio, dell’apparato cardio-vascolare. La comunità scientifica ha da tempo dimostrato chenon esistono dei livelli di esposizione da reputare sicuri, l’unico vero strumento efficace per tutelare la salute dei non fumatori è la rigorosa applicazione della normativa di riferimento.

Proprio per confermare questa visione del fenomeno l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente pubblicato l’Evidence brief intitolato: “How can we best protect non-smokers from exposure to tobacco smoke? Si tratta di un documento che analizza l’incidenza delle politiche contro il fumo in 9 stati membri; nello specifico è stata esaminata l’azione dei Governi che hanno adottato una legislazione ampia e comunque stringente.

Il rispetto della legge diviene di fondamentale importanza in una società che sempre più lo richiede. La creazione di spazi “Smoke-Free” è una condizione necessaria per la sviluppo di qualsiasi strategia di controllo del tabacco (applicazione della normativa che limita il fumo di tabacco nei luoghi di lavoro pubblici e privati; Il controllo del fumo passivo prevede la modifica degli stili di vita nei contesti socio ambientali mediante la promozione di ambienti favorevoli alla salute).

Le evidenze pubblicate sul sito dell’OMS dimostrano che l’opinione pubblica sostiene fortemente politiche antifumo complete, che si possono riassumere in:

  1. proteggere i lavoratori riducendo l’esposizione al fumo passivo nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici;
  2. ridurre la mortalità e la morbilità da esposizione al fumo passivo entro pochi mesi dall’attuazione;
  3. suscitare il cambiamento sulle idee e sulle scelte in materia negli ambiti privati;
  4. diminuire la diffusione del fumo e dei comportamenti ad esso legato;
  5. promuovere notevoli risparmi per il sistema sanitario;
  6. non causare perdite economiche, come i ricavi da tasse sul tabacco che possono essere mantenute o addirittura aumentate;
  7. non scoraggiare il turismo.

Come sancito nella “Dichiarazione di Ashgabat”, l’introduzione di politiche antifumo da considerare complete e stringenti è un passo importante nella protezione della persone. Il contrasto al fumo di tabacco è anche un obbligo fondamentale ai sensi dell’articolo 8 della convenzione quadro dell’OMS sul controllo del fumo e delle sue linee guida.

Link utili per l’approfondimento del tema:

 

di Paolo Berretta
Health Communication Manager – ISS