Anno 1394: l’economia dell’oppio in Afghanistan


L’Afghanistan continua ad essere la principale fonte mondiale di coltivazione del papavero da oppio e di eroina. Ancora di dimensioni ragguardevoli (il 4%) l’incidenza sul Pil della ricchezza proveniente dall’oppio e dall’eroina. Valore, comunque, ben lontano da quando, nel 2003, si stimava in circa il 50% (2,3 miliardi di dollari) il valore potenziale lordo dell’economia del narcotraffico sul Pil nazionale ( stimato in circa 4,6miliardi). Il segnale, dunque, di un miglioramento apprezzabile di sviluppo di un’economia apparentemente meno inquinata. In questo ambito sono stati diversi gli interventi finalizzati a migliorare le condizioni di vita e di opportunità delle comunità rurali. Tra questi citiamo i progetti del CARD-F (Comprehensive Agriculture and Rural Development Facility), il National Drug Control Stategy, le Good Performance Initiatives, il Food Zone.

Le stime fatte alla fine del 1394 (è l’anno islamico, concluso il 21 marzo 2015), indicano una estensione delle coltivazioni di 224mila ettari, con un incremento di circa il 7% rispetto all’anno prima (209mila ettari) e con una produzione potenziale di oppio pari a 6.400 tonnellate ( incremento del 17% rispetto all’anno prima). Venti anni fa, nel 1994, le coltivazioni di oppio erano di 71mila ha, scesi a 8mila nel 2001 ( il minimo assoluto). Dopo il picco, raggiunto nel 2007, con circa 193 mila ha, si è assistito ad un progressivo incremento fino alle dimensioni attuali che rappresentano il record di tutti i tempi. La maggior parte delle coltivazioni sono concentrate nelle province più insicure e, per lo più, inaccessibili a personale delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali presenti nel paese. Hilmand, con i suoi 103mila ha, è la provincia dove si registra la maggiore produzione di oppio, seguita da Kandahar (33mila ha), Farah (27,5 mila ha), Nangardhar (18,2mila ha), Nimroz (14,5mila ha). La provincia di Sari Pul è quella con soli 195 ha di colture di papavero. Impensabile di raggiungere la riduzione delle coltivazioni a 131 mila entro il 2016 ( ossia il 1395) come obiettivo strategico del National Drug Control Afghanistan 2012/2016. D’altronde, anche nelle attività di eradicazione del papavero, nell’anno concluso, si è fatto poco se si pensa che sono stati distrutti solo 2.692 ha a fronte dei 7.348 dell’anno precedente ( un calo del 63%). Queste operazioni, effettuate sotto il controllo dei governatori provinciali e sempre molto rischiose per i conflitti a fuoco con i trafficanti che ne derivano ( 8 poliziotti e 3 soldati morti, 26 feriti tra cui 13 poliziotti), vengono eseguite con trattori ma anche in modo molto rudimentale, con bastoni e lame. I controlli di verifica sulle attività di distruzione delle coltivazioni vengono eseguite con rilevazioni satellitari, integrate con riprese fotografiche fatte a terra e con sorvoli, a bordo di elicotteri, sulle aree interessate.

Nel 2014 è aumentata di circa il 9% la resa media dell’oppio per ettaro (28,7 kg/ha) rispetto all’anno prima e ciò è stato possibile grazie ai miglioramenti apportati nei sistemi di coltivazioni. Mutato anche il rapporto di conversione oppio-eroina. Dieci anni fa l’UNODC ( l’agenzia antidroga dell’ONU) indicava il rapporto di 10 a 1, ossia 10 kg. di oppio per produrre1 kg di eroina. Successivamente, dopo un’analisi accurata sul contenuto di morfina in diversi campioni, il rapporto è sceso a 7 a 1. Più recentemente, tra il 2010 e il 2012, sulla scorta di ulteriori osservazioni e campionature, si è rilevato un ulteriore calo del contenuto di morfina e ciò, probabilmente è dovuto ad una serie di fattori tra cui l’imperizia dei trafficanti e dei chimici nei processi di estrazione, le pessime condizioni ambientali e logistiche ( i laboratori) in cui avvengono tali processi, l’utilizzo di precursori e sostanze chimiche di purezza ignota. In condizioni buone, 1 kg. di morfina può produrre 1,29 kg. di eroina con una purezza che può oscillare tra il 45% e l’85%. Relativamente ai prezzi dell’ oppio essiccato e dell’eroina, dal 2011 si è registrato un calo passando, mediamente, dai 196 dollari al chilogrammo ai 133 dollari del 2014. Calo che ha comportato qualche problema anche per gli “insorti” che in Afghanistan dal traffico di oppio ricavano, mediamente, dai 70 ai 100 milioni di dollari l’anno ( valutazioni di US Congressional Research Service, 2014).

Quanto all’attività di contrasto al narcotraffico, sulla scorta delle informazioni acquisite dai resoconti mensili della Corte Suprema di Giustizia e della CNPA (Counter Narcotics Police Afghanistan), nel decorso anno sono state sequestrate 3,75 ton. di eroina, 6,36 ton. di morfina, 66,19 ton. di oppio, 43,48 ton. di hashish e 8,39 kg. di amfetamine. Quarantuno i laboratori clandestini distrutti, 72,79 ton, le sostanze chimiche sequestrate e 29.360 i semi di papavero.2.674 le persone arrestate per delitti collegati alle droghe. Difficile fare indagini antidroga anche per il divieto,ancora vigente, di sospensione delle attività di intercettazioni telefoniche dopo la pubblicazione, nel 2014, di alcuni stralci di verbali in cui emergevano brogli elettorali in occasione delle elezioni presidenziali. La popolazione stimata dei consumatori di droghe, secondo l’ultimo rapporto elaborato nel 2012 dall’ANUDUS ( Afganistan National Urban Drug Use Survey), è valutata intorno al 5,3% della popolazione.

Difficile immaginare che il paese possa, nel prossimo futuro, raggiungere la pace e guardare con un po’ di ottimismo al suo futuro. Il traffico di droga e la corruzione continueranno con il loro potere corrosivo e destabilizzante a condizionare sia la classe politica che le fragili istituzioni del paese.

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).