Alcol: il Regno Unito studia l’opportunità di vietare la pubblicità nei contesti sportivi


La Commissione Salute del Parlamento inglese propone una modifica della strategia Governativa sugli alcolici.

È una tendenza consolidata negli ultimi anni, per cui le aziende produttrici di alcolici utilizzino le diverse leve del marketing relazionale per acquisire sempre più clienti e nuove quote di mercato. Fra queste, la pubblicità rivolta alle fasce giovanili della popolazione (magari veicolata in luoghi di svago e/o divertimento) si rivela come la più utile e redditizia. La stretta connessione fra abuso di alcol, ragazzi, promozione e tempo libero è stata recentemente analizzata dalla Commissione Salute del Parlamento inglese. Le autorità d’oltremanica hanno deciso di rimetter mano all’ultima strategia sull’alcol del Governo, apponendo delle ulteriori modifiche al documento ufficiale, che fino ad oggi ha sancito regole e divieti per i sudditi di Sua Maestà. Primo passo è impedire la diffusione di messaggi pubblicitari nei contesti sportivi. Difatti è opinione diffusa che se un evento sportivo abbia come sponsor un brand del settore, il pericolo è che passi un messaggio distorto che leghi il vizio di alzare il gomito ed successo nello sport. Questa iniziativa nasce anche dalla valutazione positiva dell’esperienza vissuta in Francia, paese dove è stato dato un giro di vite circa la presenza di alcolici sui mass media. Congiuntamente a questa revisione normativa, la Commissione Salute mira è veicolare nei prossimi mesi (tramite un’apposita campagna di comunicazione rivolta agli under 30) il concetto che l’alcol sia un nemico dello spot. Difatti, esso esercita un ruolo negativo nella vita di uno sportivo o di un atleta. E’ una sostanza estremamente pericolosa che rallenta i riflessi e la qualità delle prestazioni, altera la coordinazione muscolare e la coordinazione visiva, incidendo fortemente sul peso.

 

di Paolo Berretta
Health Communication Manager – ISS