Il dramma degli americani alle prese con eroina, metamfetamine e abuso di farmaci


Sono sconvolgenti le immagini di un video mostrato, alcuni giorni fa, dall’agenzia Reuters, di un neonato, negli Usa, in preda a convulsioni per quella che è stata indicata come “astinenza neonatale da droga” ereditata dalla madre tossicodipendente. Il piccolo è morto venti giorni dopo il parto. Tra il 2007 e il 2012 circa 2 milioni di bambini hanno vissuto con almeno un genitore tossicodipendente. Negli ultimi dieci anni, negli USA, 130mila bambini sono nati avvelenati dalle droghe – in particolare dagli oppiacei – consumate durante la gravidanza. Senza contare che l’abuso di droga è considerato, indirettamente, la causa in circa due terzi delle adozioni.

Il traffico e il consumo di stupefacenti continuano ad essere una grave minaccia per gli americani. Se la frontiera con il Messico è ancora territorio di violenze di ogni genere, con “muchachitos” di tredici anni che spacciano per strada, in oltre duemila città americane fanno scorribande le “street gangs” composte, complessivamente, da diverse decine di migliaia di giovani e giovanissimi, in un panorama criminale dove, accanto alle mafie italiane, operative in almeno 19 Stati, trovano spazio gruppi cubani, vietnamiti, cambogiani, cinesi e giapponesi. Secondo informazioni del National Drug Center, della Drug Enforcement Administration ( rapporto sulla “Valutazione nazionale sui rischi della droga”, ottobre 2015) e di esperti antidroga europei presenti negli Usa, la disponibilità di droghe è in aumento, con particolare riferimento alla eroina, alle metamfetamine e alla marijuana. Nel 2011, più di 25 milioni di cittadini americani maggiori dei 12 anni avevano dichiarato di aver fatto uso di droghe illecite o quello, non terapeutico, di farmaci di prescrizione, principalmente medicinali contenenti oppiacei antidolorifici. Il dato è sostanzialmente immutato in questi ultimi anni, mentre sono circa un milione gli accessi annuali nei pronto soccorso degli ospedali per intossicazione di droghe. Le morti per overdose sono circa 28 mila ogni anno, con un tasso di circa 10/12 morti per 100mila abitanti ( una media di molto superiore a quella europea, e, in Italia, da anni, il dato si attesta, mediamente, intorno ai 350, 400 casi). L’impatto sul sistema economico, giudiziario-penale, sanitario, ambientale, è di oltre 200 miliardi di dollari l’anno. Il 20% dei reclusi nelle carceri statali e il 50% in quelle federali, è in detenzione per delitti collegati agli stupefacenti (fonte, Bureau of Justice Statistics, 2013). Nel 2014 e nei primi sei mesi del 2015, si è riscontrato un aumento del contrabbando di marijuana e di eroina dal Messico, attraverso la frontiera sud occidentale, un incremento sul mercato delle droghe sintetiche, una minore disponibilità di cocaina ( attribuibile, almeno in parte, ad una maggiore richiesta di altri mercati, compreso quello europeo), una più accentuata presenza di trafficanti di origine asiatica nel commercio di Mdma (metilendiossimetamfetamina) al confine con il Canada.

L’ aumento del consumo di metamfetamine è dovuto anche ad una loro maggiore disponibilità,  a una migliore purezza e ai prezzi ribassati dalle organizzazioni messicane e canadesi, come ha rilevato la Dea (l’agenzia antidroga americana). Al confine messicano la dogana ha intercettato oltre 12ton. di metamfetamine nel 2014, contro le 3 ton. del 2009. E questo nonostante gli stringenti controlli sui precursori chimici, come la efedrina e la pseudoefedrina, introdotti nel 2006 con il Federal Combat Methamphetamine Act, utilizzati per la produzione delle sostanze amfetaminiche. Le metamfetamine, indicate nel mondo degli spacciatori con i nomi più fantasiosi ( bikers coffee, batu, chicken friend, crystal, go-fast, trash, poor man’s cocaine, shabu, stove top, tina, ventana), possono essere fumate, ingoiate, sniffate o iniettate per via endovenosa. Il loro prezzo oscilla dagli 80 ai 200 dollari al grammo. Nel corso del 2015 si sono registrati numerosi casi di sequestri di metamfetamina liquida al confine con il Messico ( gli ultimi due episodi il 7 dicembre, con 50 kg contenuti nel serbatoio di un pick-up). Si è registrato anche un episodio (agosto c.a.) di utilizzo di un drone da parte di due giovani per trasferire oltre confine alcuni chilogrammi di metamfetamine.   La difficoltà di reperire i precursori ( restrizioni alla vendita di efedrina si sono avute in una cinquantina di Stati americani) ha indotto i trafficanti a far uso di altre sostanze chimiche come il fenil-2-propanone e al recupero di efedrina e pseudo efedrina da medicinali a base di tali sostanze fatti acquistare nelle farmacie da gruppi di persone ( in molti casi da “homeless”) per questo retribuite. Tale sistema è noto come “smurfing”. Numerosi laboratori sono stati individuati dalla polizia e smantellati, in particolare, in Florida, dove si è passati dai 676 laboratori del 2011 agli oltre mille del 2014. Si tratta, in genere, di piccoli laboratori in cui si riesce a produrre metamfetamina seguendo i video che su internet illustrano le varie fasi attraverso il metodo “One pot”. Tutto in tempi molto brevi.

Sono aumentate nuovamente le richieste di pasticche del gruppo “ecstasy” (Mdma). Le pillole, quasi sempre colorate ( conosciute come Adam, Clarity, Disco Biscuit, Eve, Go, Peace, X, ecc…), con marchi che individuano il produttore, vengono normalmente ingerite (raramente sniffate o fumate) e costano dagli 8 ai 30 dollari ciascuna. In genere vengono consumate insieme ad alcol o altre droghe, privilegiando il c.d “stacking” ( assunzione di tre o più pillole) o il “piggy backing” ( più pillole in successivi brevi archi temporali). Un altro fenomeno che ha destato, in un recente passato, serie preoccupazioni, è stato quello della diversione e dell’abuso di farmaci di prescrizione (tranquillizzanti e sedativi come le benzodiazepine, antidolorifici come l’idrocodone e stimolanti come la dexedrina) spesso utilizzati nelle miscele con più droghe per la loro capacità di bilanciare o accrescere gli effetti delle droghe tradizionali. Si pensi che, nel 2011, le morti per avvelenamento da medicinali di prescrizione sono stati circa 10mila in tutti gli Usa, con la media drammatica di sette decessi al giorno solo in Florida ( dal rapporto Florida Medical Examiners Commission Drug, 2012). Oggi il fenomeno sembra ridimensionato grazie all’introduzione di un programma di monitoraggio dei farmaci di prescrizione (Prescription Drug Monitorin Program) e con un database (E-FORCSE) che consente la raccolta sistematica dei dati relativi alle prescrizioni e alla vendita di tali sostanze ( oltre 70 milioni, dal 2011 al 2014, le prescrizioni inserite nel sistema da circa 5mila farmacie).

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).