I giovani bevono troppo, la medicina più potente è il dialogo coi genitori


(Pillole di Salute – Luca Bernardo) Un tempo esisteva il gioco della bottiglia che consisteva nel ritrovarsi tra giovani e che aveva come massima aspirazione quella di baciare la ragazza/o di cui si era innamorati. Oggi sono diversi i ragazzi che si ritrovano dietro una bottiglia con un utilizzo ben diverso: bere in eccesso. I dati Istat non lasciano dubbi: tra gli under 18 beve il 21,5% dei maschi e il 17,3% delle femmine. I ventenni per socializzare eccedono con la bottiglia e con il binge drinking, ovvero ingurgitare alcol in modo veloce e in grande quantità per farlo salire subito la testa. Questa esperienza interessa il 14,5% dei giovani. Si ritrovano a casa, al bar, al pub o in discoteca, persino per strada. Consumano dalla birra ai superalcolici, chupiti o shottini venduti a due/tre euro e mandati giù tutto d’un fiato. Ik problema legato all’uso e l’abuso di alcol esiste da tempo e sapere che l’alcol fa male non allontana i giovani da questo. Secondo i dati Espad (indagine europea che coinvolge circa 40 Paesi europei), in Italia due milioni di studenti negli ultimi 12 mesi hanno bevuto almeno una volta alcol, il 55% di loro lo ha fatto meno di dieci volte, quasi 400.000 (il 20%) una volta al mese, per circa 500.000 il consumo è stato più assiduo (fino a 20 volte o più durante l’anno). Diversamente dalle altre sostanze, l’alcol è facilmente accessibile per i giovani intanto perché legale e quindi spesso sottovalutato rispetto alle conseguenze che potrebbe creare tra alcuni giovani, i quali sempre di più utilizzano tale sostanza per noia, per cercare un divertimento maggiore o per essere più disinibiti con l’altro sesso. L’etanolo è una sostanza che induce dipendenza e pur essendo un nutriente capace di fornire energia, il suo abuso può indurre malnutrizione perché interferisce con l’assunzione e la biodisponibilità di altri nutrienti importanti.

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