12.01.26 – A Bari si sta delineando una strategia innovativa per affrontare un problema sociale in crescita: il consumo, talvolta abusivo, di bevande alcoliche da parte di persone minorenni. L’iniziativa è stata presentata dall’assessore comunale allo Sviluppo Locale, Pietro Petruzzelli, che ha annunciato un primo momento di confronto aperto ai genitori, in programma giovedì 15 gennaio alle ore 18 nella sala consiliare del municipio.

L’obiettivo dichiarato non è solo repressivo, ma prettamente preventivo e culturale. L’amministrazione intende infatti promuovere la costituzione di un osservatorio cittadino multidisciplinare, concepito come uno spazio collaborativo nel quale possano convergere istituzioni pubbliche, famiglie, scuole, esercenti, organizzatori di eventi e, non da ultimo, i giovani stessi. Tale struttura avrebbe il compito di monitorare il fenomeno, raccogliere dati aggiornati e proporre interventi mirati basati su dialogo, informazione e responsabilità condivisa.

Secondo quanto riportato dall’assessore, il problema è confermato anche dai dati raccolti dal Servizio per le Dipendenze (SERD) della ASL locale, che negli ultimi anni ha registrato un aumento preoccupante di episodi legati all’uso precoce di alcol, spesso associato a contesti di socializzazione informale o serate organizzate. Sebbene la normativa italiana vieti esplicitamente la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni (Legge n. 189/2004), in pratica questa regola non sempre viene rispettata, soprattutto in ambienti non controllati o durante feste private.

Petruzzelli sottolinea che, pur essendo fondamentali, i controlli delle forze dell’ordine e le sanzioni amministrative non bastano da soli. È necessario, a suo avviso, innescare un cambiamento culturale profondo, capace di smontare stereotipi diffusi come “bere equivale a divertirsi” o “chi non beve è fuori moda”, radicati già tra ragazzi di 14-15 anni. In questo senso, l’osservatorio si propone come strumento per costruire una nuova narrazione attorno al tempo libero giovanile, valorizzando forme di intrattenimento sicure, inclusive e rispettose della salute.

L’approccio proposto si allinea a linee guida internazionali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha più volte evidenziato come il consumo di alcol in età adolescenziale aumenti significativamente il rischio di sviluppare dipendenze, disturbi cognitivi e problemi comportamentali a lungo termine. Studi recenti, tra cui quelli pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel 2023, indicano che in Italia circa il 20% dei quindicenni ha già sperimentato episodi di “binge drinking” – ovvero l’assunzione di grandi quantità di alcol in breve tempo – con conseguenze immediate sulla salute fisica e psicologica.

Il primo incontro del 15 gennaio rappresenta dunque un passo iniziale verso una governance partecipata del fenomeno. Coinvolgendo in prima battuta le famiglie, l’amministrazione punta a creare una rete di sensibilizzazione che possa estendersi progressivamente a tutta la comunità educante. Come ha concluso Petruzzelli: “Il divertimento è un diritto fondamentale, specialmente in età giovanile, ma deve essere vissuto in modo consapevole e responsabile. Solo attraverso l’ascolto reciproco e la cooperazione possiamo proteggere il benessere dei nostri ragazzi senza privarli della loro libertà”.

Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di politiche locali orientate alla promozione della salute e alla prevenzione delle dipendenze, coerentemente con il Piano Nazionale per la Prevenzione 2023–2027, che invita i Comuni a sviluppare modelli integrati di intervento sul territorio.

 

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