Diversi studi puntano sulla possibilità di ricompensare chi riesce a spegnere l’ultima sigaretta con degli incentivi finanziari, come denaro o dei voucher. Un’arma che sta dando buoni risultati nella lotta al tabagismo. Come suggerisce una revisione condotta nell’Università di East Anglia (Inghilterra), appena pubblicata su Cochrane Library. I ricercatori hanno preso in esame i risultati di 33 studi, focalizzandosi su un campione totale di oltre 21mila persone provenienti da otto paesi, che avevano ricevuto dei premi di diverso valore – da circa 40 euro a oltre mille – per capire se le ricompense economiche funzionano, anche dopo la fine dell’erogazione di questi incentivi finanziari. “Abbiamo scoperto che le persone che ricevevano questi premi avevano circa il 50% in più di probabilità di smettere di fumare rispetto ai gruppi di controllo nei sei mesi successivi dall’inizio degli studi, ma anche oltre questo periodo di tempo”, spiega Caitlin Notley, tra gli autori principali dell’indagine. In particolare il 7% degli individui che non aveva ricevuto alcun incentivo riusciva a dire basta al fumo, rispetto al 10,5% delle persone che avevano invece ricevuto un compenso. “Si tratta di un risultato che suggerisce come gli incentivi possano essere uno strumento utile per aiutare le persone a smettere di fumare, con benefici che continuano anche dopo la fine della ricompensa”. E lo stesso discorso potrebbe valere anche per il fumo in gravidanza: circa un terzo delle ricerche prese in esame riguarda infatti le donne fumatrici in dolce attesa, ma sui risultati ottenuti i ricercatori vanno più cauti a causa dell’esiguo numero e qualità di studi condotti su questo aspetto.

 

(…omissis…)

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