29.09.25 – Negli ultimi anni, il Ceis di Treviso – cooperativa sociale attiva da oltre quattro decenni nel campo delle dipendenze e della salute mentale – ha osservato un aumento significativo di giovani adulti che si rivolgono ai suoi servizi con problematiche legate all’uso di sostanze dissociative. Queste sostanze, spesso considerate “leggere” o meno rischiose dagli stessi utilizzatori, vengono comunemente impiegate in contesti ricreativi e tendono a sfuggire al rilevamento clinico, venendo assorbite nella più generica categoria del consumo multiplo di droghe. Tale fenomeno solleva una domanda cruciale: si tratta di un’emergenza sanitaria silenziosa o di un problema marginale?

Per approfondire questa questione, il Ceis ha organizzato il 25 settembre 2024, presso l’Auditorium del Museo di Santa Caterina a Treviso, il convegno “Come in una bolla. Sostanze dissociative: conseguenze dell’abuso e risposte cliniche” . L’evento, accreditato per crediti ECM e CFU, ha riunito esperti del settore sanitario, istituzioni locali e forze dell’ordine, con l’obiettivo di analizzare un fenomeno ancora poco visibile ma già carico di implicazioni cliniche e sociali.

I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Gloria Tessarolo (Assessore comunale), Paola Roma (Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 2) e Luca Sartorato (Presidente del Ceis). A introdurre la sessione scientifica è stata Sabrina Molinaro del CNR-IFC, che ha focalizzato l’attenzione sulla Generazione Z e sui suoi modelli di consumo di sostanze psicoattive. Citando i dati più recenti dell’indagine ESPAD® Italia 2024 – lo studio europeo condotto su studenti tra i 15 ei 19 anni – ha evidenziato che il 12% dei ragazzi ha provato almeno una volta una Nuova Sostanza Psicoattiva (NPS), con una attrazione per cannabinoidi sintetici, ketamina, oppioidi sintetici e salvia divinorum. Inoltre, l’1,8% ha assunto sostanze di cui ignorava la composizione, mentre il 6,5% (circa 160.000 studenti) ha fatto uso concomitante di più sostanze, tra cui cocaina e allucinogeni.

Il dibattito si è poi approfondito con l’intervento di Alfio Maggiolini (Istituto Minotauro), che ha esplorato il legame tra cultura contemporanea e tendenze dissociative negli adolescenti. A seguire, un panel multidisciplinare coordinato da Giuseppe Tuccitto (Urologia, Ospedale San Camillo), Pasqualina Rocco (Dipartimento Dipendenze Ulss 2) e Giampietro Frison (Laboratorio di Tossicologia Clinica e Forense, Ulss 3) hanno analizzato gli effetti sanitari del consumo di ketamina, una sostanza dissociativa in rapida diffusione nel Veneto, soprattutto tra i giovani. Frison ha sottolineato un cambiamento radicale nelle modalità di assunzione: da episodi occasionali legati a contesti notturni a un uso quotidiano e domestico, spesso finalizzato a sfuggire a disagi familiari o sociali. Le NPS – facilmente reperibili online e chimicamente eterogenee – presentano effetti psicoattivi intensi e disabilitanti, con rischi rilevanti non solo per la salute individuale, ma anche per la sicurezza collettiva.

Il tenente colonnello Stefano Mazzanti, comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Treviso, ha concluso la mattinata descrivendo l’evoluzione del mercato delle droghe: da piazze di spaccio fisico a canali digitali, social network e criptovalute. “Il volto del consumatore è cambiato – ha affermato – e con esso le sfide per le forze dell’ordine. Sostanze come i cannabinoidi sintetici oi catinoni possono scatenare aggressività, allucinazioni e psicosi acute, generando situazioni di pericolo immediato per l’ordine pubblico, ben diverse dagli effetti sedativi delle droghe tradizionali come l’eroina.”

Nel pomeriggio, una tavola rotonda coordinata da Eva D’Incecco (Direttrice Dipartimento Dipendenze Ulss 2) ha dato voce ai servizi territoriali, con interventi di Barbara Menegazzi (Ceis Treviso), Mimma Romano (Servizio “Androna giovani” di Mestre), Tiziana De Martin (Comunità Giovanile di Conegliano) e Irene De Marzi (Ciges Don Milani, Venezia). Le testimonianze hanno messo in luce la necessità di strumenti condivisi per identificare precocemente questi nuovi modelli di consumo e sviluppare risposte integrate.

A chiudere l’evento, Biagio Sciortino, presidente di Intercear, ha tracciato una sintesi prospettica, sottolineando l’urgenza di un approccio collaborativo tra sanità, servizi sociali e forze dell’ordine.

Luca Sartorato, presidente del Ceis, ha ribadito l’importanza dell’iniziativa: “Queste sostanze incidono profondamente sulla vita dei giovani tra i 18 ei 30 anni che seguiamo. Il confronto con altri attori del territorio è stato immediato e costruttivo. Il convegno è stato un primo passo verso una ricerca-azione condivisa, per rendere visibile un fenomeno ancora sommerso e costruire risposte efficaci”.

 

 

Fonti:

  • ESPAD® Italia 2024, Progetto di indagine scolastica europea su alcol e altre droghe – Istituto di Fisiologia Clinica del CNR ( https://www.ifc.cnr.it )
  • Rapporti annuali sulle Nuove Sostanze Psicoattive – Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze (EMCDDA)
  • Linee guida ministeriali sulla gestione clinica delle dipendenze da sostanze dissociative – Ministero della Salute, 2023
  • Dati epidemiologici regionali – Ulss 2 Marca Trevigiana e Ulss 3 Serenissima

 

 

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