
28.05.25 – Rilanciamo con onore sul nostro sito questo interessante articolo nel quale vengono ribaditi alcuni concetti fondamentali e innovativi della cura delle patologie da dipendenza da oppiacei e dove si enfatizza la interdisciplinarità dei professionisti che operano all’interno dei SerD, la cui autonomia gestionale non va posta in discussione, non deve essere oggetto di minacciose ed incongrue false “integrazioni” ma va incentivata e sostenuta.
Il Presidente SIPAD.
Droga di Stato”, “droga della mutua”. Sono alcuni degli appellativi che la stampa diede al metadone sul finire degli anni ’70, quando l’eroina cominciava a circolare in Italia e il farmaco iniziava a essere usato come terapia per la dipendenza. Lo ricorda Sarah Vecchio, Direttore SC Servizio per le Dipendenze Asl Novara e direttore del Giornale Italiano di Tossicologia della Società italiana di tossicologia (Sitox), evidenziando come lo stigma che si creò in quegli anni nei confronti del medicinale non andò più via. Anche quando iniziarono a comparire le prime linee guida sull’utilizzo del metadone in sciroppo, che di fatto lo abilitavano a farmaco vero e proprio contro le dipendenze, come racconta molto bene Ernesto de Bernardis, medico delle dipendenze presso l’Asp Siracusa, responsabile del SerT di Lentini, in un lungo articolo pubblicato nel blog della Società italiana di tossicodipendenza (Sitd) di cui è anche consigliere nazionale. (omissis)
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