
02.06.25 – L’uso di tranquillanti, sedativi e antidolorifici è in costante crescita, sia in Europa che in Italia. Non si tratta più di fenomeni circoscritti a fasce d’età adulte o anziane: l’allarme riguarda anche i più giovani. Secondo una recente indagine, infatti, si registra un preoccupante abbassamento dell’età media di chi consuma sostanze psicoattive, legali e illegali. Adolescenti e perfino preadolescenti iniziano a fare uso di psicofarmaci, spesso senza controllo medico, talvolta mescolandoli con alcol o droghe di sintesi, aggravando i rischi per la salute.
I dati evidenziano una diffusione crescente di queste sostanze tra le nuove generazioni, un fenomeno che riflette un disagio profondo, alimentato da insicurezza, isolamento sociale e mancanza di punti di riferimento. A questo scenario già critico si aggiungono nuove forme di dipendenza meno visibili ma altrettanto pervasive: l’abuso di social network e videogiochi.
L’iperconnessione digitale diventa un rifugio e una via di fuga da una realtà percepita come ostile o privata di significato. L’uso compulsivo di dispositivi elettronici compromette la qualità del sonno, riduce la capacità di concentrazione e contribuisce ai fenomeni di ansia e depressione.
Ci troviamo di fronte a una mappa delle dipendenze sempre più estesa e complessa, in cui psicofarmaci, droghe e comportamenti digitali patologici si intrecciano, alimentandosi una vicenda.
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