Alcuni giorni fa il Ministro dell’Interno ha dichiarato guerra ( anche) agli spacciatori di stupefacenti ( “tutti in galera”)poco dopo il tragico episodio dell’omicidio a Roma del sottufficiale dei carabinieri avvenuto nel contesto di un’operazione antidroga. Il Ministro non sa o non ricorda che per una efficace attività di repressione nel settore occorrono strumenti normativi adeguati ( e non ci sono) e, soprattutto, risorse umane congrue e specializzate ( le sezioni antidroga in molte squadre mobili sono ridotte al lumicino). A ricordare come stanno realmente le cose, in generale, nella Polizia di Stato è intervenuto, il 31 luglio,a Catania, il Capo della Polizia Gabrielli, ricordando con estrema chiarezza la situazione carente nell’organico della Polizia di Stato e di trovarsi “.. nel corso di una tempesta perfetta (..) gestori di quella che è stata la stagione del blocco del turn over..” con una situazione destinata a peggiorare perché con l’arrivo di nuovi agenti “..si abbasserà l’età media (..) ma avremo un deficit di professionalità perché le persone anziane che vanno via si portano dietro l’esperienza”. E soltanto chi ha prestato servizio per alcuni decenni nell’amministrazione della pubblica sicurezza può realmente capire questo non trascurabile “dettaglio”.
Temo, dunque, che se non si riuscirà ad affrontare con la dovuta tempestività ed energia il tema degli arruolamenti straordinari e delle risorse per le forze di polizia, la situazione generale della sicurezza pubblica, già oggi inquietante per molti aspetti, diventerà ancor più drammatica con possibili riflessi anche sulla tenuta, già precaria, del Paese. E non credo di esagerare. Un Paese che, nel frattempo, vede una criminalità, non solo organizzata, sempre più impegnata nel commercio e nello spaccio degli stupefacenti mentre le tre forze di polizia continuano in operazioni antidroga che fanno lievitare solo le statistiche degli arresti e dei sequestri. Sequestri che già in questi primi sette mesi del 2019 hanno raggiunto valori record come per la cocaina (oltre le 6 tonnellate) ma anche per l’hashish (oltre le 17 ton) e la marijuana ( più di 14 ton). I dati, sia pure non consolidati, ricavati dai rapporti mensili della DCSA e pubblicati sul sito della Polizia di Stato, confermano il buon andamento del mercato criminale del narcotraffico.
Negli ultimi cinque anni, peraltro, il picco nei sequestri di hashish si è avuto nel 2014 con 113.172,12kg intercettati su tutto il territorio dalle forze di polizia e dalle dogane mentre nel decorso 2018 i sequestri di questa sostanza sono stati pari a 78.529,88kg, in prevalenza effettuati nel Sud Italia/ Isole (34.408,85kg) e nelle acque internazionali (27.806kg).Continuano a registrarsi anche diverse operazioni antidroga finalizzate alla individuazione di colture di piante di cannabis concentrate, in prevalenza, nel sud Italia. E’ di questi ultimi giorni il sequestro, in distinte operazioni della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e di Catanzaro, di 1.450 piante ( per la maggior parte nel Parco dell’Aspromonte, a oltre 1.200 metri s.l.m.) che vanno a sommarsi alle oltre 50mila scoperte complessivamente nei mesi passati. Nel 2018 erano state sequestrate su tutto il territorio nazionale 523.176 piante (il record degli ultimi cinque anni) localizzate, per lo più, nel Sud Italia e isole (489.682). Coltivazioni, in diversi casi, estese ( sotto il controllo anche della c.o.) ma anche curate in casa per le “esigenze” personali e familiari.
Per SIPaD – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).
