19.01.26 – A Firenze è in corso un’iniziativa innovativa volta a rafforzare la capacità del sistema scolastico di affrontare le sfide legate all’uso eccessivo delle tecnologie digitali tra gli adolescenti. Grazie a un finanziamento della Fondazione CR Firenze, 18 docenti provenienti da 10 istituti scolastici di primo e secondo grado dell’area metropolitana fiorentina hanno ottenuto una borsa di studio per partecipare gratuitamente a un percorso formativo avanzato presso l’Università degli Studi di Firenze. Si tratta di un master di II livello dal titolo “Clinica e assessment delle dipendenze comportamentali giovanili”, il primo in Italia focalizzato esclusivamente sulle forme di dipendenza non legate a sostanze chimiche, come quelle derivanti dall’uso compulsivo di smartphone, social network, videogiochi o piattaforme di gioco d’azzardo online.

L’obiettivo del progetto, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, è creare un nucleo operativo di insegnanti adeguatamente preparati a identificare precocemente segnali di disagio legati a comportamenti digitali problematici. Questi educatori, al termine del percorso – che prevede 250 ore di lezioni teoriche e 150 ore di tirocinio pratico – diventeranno figure di riferimento nelle proprie scuole, capaci non solo di riconoscere situazioni a rischio, ma anche di promuovere interventi preventivi e attività di sensibilizzazione rivolti a studenti, famiglie e colleghi.

Secondo recenti ricerche condotte dal Laboratorio di Psicologia della Salute dell’Ateneo fiorentino, circa il 25% dei giovani sotto i 30 anni dichiara di avere difficoltà a controllare l’uso dello smartphone, anche quando questo interferisce negativamente con la vita quotidiana, lo studio o le relazioni sociali. Inoltre, tra il 25% e il 33% degli adolescenti ammette di partecipare regolarmente ad attività di gioco d’azzardo, spesso tramite piattaforme digitali. Questi dati evidenziano che, sebbene l’uso delle tecnologie non sia di per sé patologico, una porzione significativa di giovani mostra segni di perdita di controllo, con potenziali ripercussioni sul benessere psicologico e sociale.

La formazione mirata offerta dal master si propone quindi di dotare gli insegnanti di strumenti concreti per intervenire in modo efficace: dalla valutazione dei comportamenti a rischio alla progettazione di percorsi didattici orientati all’educazione digitale consapevole, fino alla promozione di strategie di automonitoraggio tra gli studenti. L’idea di fondo è che la scuola, essendo uno dei contesti principali di crescita e socializzazione, possa svolgere un ruolo chiave nella prevenzione primaria, agendo non solo come luogo di apprendimento, ma anche come spazio di osservazione e supporto.

Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente della Fondazione CR Firenze, ha sottolineato come questa iniziativa nasca dalla volontà di rispondere a un fenomeno emergente che riflette più ampiamente le tensioni emotive e relazionali delle nuove generazioni. “La Fondazione, nel suo ruolo di osservatorio del territorio, ha individuato nelle dipendenze digitali un campanello d’allarme del disagio giovanile. Investire sulla formazione degli insegnanti significa dotare la scuola di occhi attenti, capaci di cogliere il malessere prima che si trasformi in crisi.”

Anche la rettrice dell’Università di Firenze, Alessandra Petrucci, ha ribadito l’importanza di un approccio proattivo: “I ragazzi vivono immersi in un ambiente digitale ricco di opportunità, ma anche di insidie. È fondamentale che chi li accompagna quotidianamente – a partire dagli insegnanti – sappia riconoscere tempestivamente i segnali di sofferenza. Il nostro master rappresenta un investimento strategico nell’educazione del futuro, con un modello replicabile anche in altri contesti regionali.”

Una volta completata la formazione, questa rete di docenti potrà raggiungere direttamente circa 10.000 studenti, diffondendo buone pratiche e contribuendo a costruire una cultura del digitale più equilibrata e responsabile. L’iniziativa fiorentina si inserisce in un quadro più ampio di politiche pubbliche europee volte a promuovere la salute mentale dei giovani in un’era iperconnessa, coerentemente con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), che da tempo indicano la necessità di integrare competenze digitali e benessere psicosociale nei percorsi educativi.

 

 

 

 

🔹 1. Master “Clinica e assessment delle dipendenze comportamentali giovanili” – Università di Firenze

 

 

🔹 2. Dati del Laboratorio di Psicologia della Salute – Università di Firenze

  • Ricerca sugli usi problematici di internet e smartphone negli under 30:
    Non sempre pubblicati in open access, ma citati in articoli scientifici come:
    • Biolcati, R., et al. (2023). Problematic smartphone use among Italian adolescents: Prevalence and psychological correlates. In Computers in Human Behavior, 138, 107456.
      DOI: https://doi.org/10.1016/j.chb.2022.107456
    • Studio Istituto Superiore di Sanità (ISS) – 2024:
      https://www.iss.it/comportamenti-dipendenti

      L’ISS ha incluso le “dipendenze comportamentali” nel Piano Nazionale per la Prevenzione 2025–2030.

 

 

🔹 3. Fondazione CR Firenze – Bando e progetto

 

 

🔹 4. Quadro europeo e linee guida internazionali

 

 

🔹 5. Piano Nazionale per la Prevenzione (PNP) – Dipendenze comportamentali

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