08.12.25 – L’Abruzzo emerge tra le regioni italiane con una maggiore esposizione al rischio di dipendenza legata alle attività di scommessa e gioco d’azzardo, con stime che indicano circa 40.000 individui potenzialmente coinvolti in comportamenti a rischio, su una popolazione residente di poco inferiore a 1,3 milioni di abitanti (Istat, Bilancio demografico regionale 2024). Tale fenomeno non solo supera la media nazionale per intensità di consumo, ma si concentra in modo significativo in alcuni comuni di piccole e medie dimensioni, dove l’accessibilità alle forme di gioco — sia fisiche che digitali — rivela criticità particolarmente acute.

Secondo l’elaborazione 2025 dell’Osservatorio Nazionale sul Gioco d’Azzardo (ONIG), basata su dati ADM, Istat e Federconsumatori, la spesa media annua pro capite per attività legate al gioco nella regione raggiunge i 2.039 euro nel segmento fisico, contro una media nazionale di 1.563 euro. Per quanto riguarda l’uso di piattaforme digitali, il tasso di utenza attiva (ossia il rapporto tra conti aperti e popolazione maggiorenne) si attesta a 0,38, sopra la media nazionale di 0,34. Questi valori collocano l’Abruzzo al secondo posto nazionale per spesa pro capite, dopo la Campania (3.120 euro), e prima di Molise (3.012 euro), Calabria (2.975 euro) e Sicilia (2.845 euro) — dati estratti dal Rapporto Eurispes 2025 sulle disuguaglianze e i consumi.

 

Focolai locali: comuni con indici di rischio elevati

Un’indagine condotta da Federconsumatori nel 2024, focalizzata sui comuni sotto i 15.000 abitanti, ha identificato sei realtà abruzzesi con tassi di partecipazione al gioco online particolarmente rilevanti

 
Comune
Provincia
Indice di partecipazione online (per 1.000 abitanti maggiorenni)
Pescina
L’Aquila
842
Villamagna
Chieti
781
Morro d’Oro
Teramo
755
Trasacco
L’Aquila
738
Magliano de’ Marsi
L’Aquila
721
Isola del Gran Sasso
Teramo
709

Per confronto, la media nazionale per comuni della stessa fascia demografica è di 412 utenti attivi ogni 1.000 abitanti (fonte: Indagine ONIG sui piccoli comuni, febbraio 2025). Questa concentrazione non sembra legata esclusivamente alla densità di punti vendita, ma piuttosto a fattori socioeconomici quali disoccupazione giovanile (32,1% nella fascia 18–29 anni, Istat 2024), isolamento geografico e limitata offerta di spazi ricreativi alternativi.

 

Contesto nazionale: un mercato in espansione

Su scala nazionale, il settore del gioco regolamentato ha raggiunto un volume d’affari di 169,8 miliardi di euro nel 2025, corrispondente al 7,18% del PIL italiano (Banca d’Italia, Relazione Annuale 2025), con una crescita media annua del 5,3% dal 2019 al 2025 (escluso il calo del 22% nel 2020 dovuto alle chiusure pandemiche).

La composizione del mercato si presenta come segue:

  • Gioco online: 101,2 miliardi di euro (59,6% del totale), trainato da:
    • scommesse sportive (42,7 mld €),
    • casinò virtuali e giochi da tavolo (31,3 mld €),
    • betting exchange e mercati predittivi (18,1 mld €),
    • videogiochi con meccanismi di microtransazioni e skin betting (9,1 mld €).
  • Canale fisico: 68,6 miliardi di euro (40,4%), di cui:
    • circa il 52% proveniente da giochi istantanei (es. “Gratta e Vinci”),
    • 29% da scommesse sportive presso agenzie autorizzate,
    • 12% da giochi numerici (Lotto, SuperEnalotto, 10eLotto),
    • 7% da apparecchi AWP e VLT (videolottery e apparecchi a premio).

Nonostante il ritorno del 74,3% dei fondi giocati sotto forma di vincite, il cosiddetto “ritorno al giocatore” (RTP), il costo sociale netto — ovvero l’impatto economico di perdite nette, assistenza sanitaria, interventi psicosociali e perdita di produttività — è stimato in 6,2 miliardi di euro all’anno (CNR-ISAN, Studio sull’impatto socioeconomico del gioco d’azzardo, marzo 2025).

Lo Stato incassa annualmente circa 11,6 miliardi di euro in imposte e canoni concessionari, pari al 6,8% del gettito complessivo da monopoli (ADM, Relazione annuale 2025).

 

Geografia del consumo: Sud vs. Nord

Sebbene le regioni del Mezzogiorno dominino per spesa pro capite (Campania: 3.120 €, Abruzzo: 2.039 €), il volume assoluto più elevato si registra in Lombardia (26,9 miliardi €), seguita da Campania (22,1 mld €), Lazio (16,8 mld €), Sicilia (15,9 mld €), Puglia (12,3 mld €) ed Emilia-Romagna (11,2 mld €).

Parallelamente, alcune aree turistiche del Nord Italia — in particolare la sponda bresciana del Lago di Garda, la costa ligure da Rapallo a Sanremo e il triangolo Como-Lecco-Varese — mostrano un aumento significativo degli utenti di piattaforme di scommessa online durante il periodo estivo, con picchi di traffico dati (+142% rispetto alla media annua) correlati a eventi sportivi internazionali (ONIG, Mappatura stagionale del gioco online, luglio 2025).

 

Profilo dei soggetti a rischio e nuove forme di dipendenza

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il numero di soggetti con diagnosi di disturbo da gioco d’azzardo (GAP) in Italia è stimato tra 1,4 e 1,6 milioni, con una crescita del 28% tra il 2021 e il 2025 — soprattutto nella fascia 16–30 anni (da 21% a 37% del totale).

A questa categoria si aggiungono forme emergenti di dipendenza legate ai videogiochi competitivi con meccanismi di monetizzazione aggressiva, come il skin betting (scommesse con oggetti virtuali di valore reale) e i loot box (pacchetti a pagamento con contenuti casuali, paragonati per struttura a una slot machine). Lo studio “Digital Gambling: from Leisure to Addiction” (CNR, 2024) evidenzia che il 18% dei giocatori under 25 ha effettuato almeno una transazione in criptovaluta o token non fungibile (NFT) legata a piattaforme di scommessa non regolamentate.

 

Spunti di intervento: prevenzione e rieducazione

In occasione della presentazione del volume Skin Player (Edizioni San Paolo, 2025), il dottor Massimo Persia, già responsabile del Servizio per le Dipendenze Patologiche (SerD) di Tivoli-Guidonia e attualmente consulente presso l’Osservatorio Europeo sulle Dipendenze Comportamentali (EMCDDA), ha sottolineato l’urgenza di una duplice strategia:

 
  1. Rafforzamento dei percorsi di screening precoce in ambito scolastico e sanitario primario, con strumenti validati come il South Oaks Gambling Screen – Revised for Adolescents (SOGS-RA);
  2. Sviluppo di alternative ludiche non speculative, basate su paradigmi di game-based learning e serious games, con finalità educative, cognitive e riabilitative — ad esempio, piattaforme che utilizzano la meccanica del gioco per insegnare gestione del denaro, autocontrollo emotivo o pensiero critico.
 

L’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute e lo Sviluppo (UNSIC), che ha coordinato l’elaborazione dei dati citati, ricorda infine che, nonostante la presenza di 217 strutture pubbliche dedicate alle dipendenze (SerD), soltanto il 12% offre percorsi specifici per il GAP — e meno del 5% integra competenze in neuroscienze cognitive e psicologia del comportamento d’acquisto.

 

 

 

Fonti

  • Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), Relazione Annuale 2025
  • Banca d’Italia, Rapporto sull’economia italiana 2025
  • Istat, Bilancio demografico regionale e indagine sui consumi delle famiglie, novembre 2024
  • CNR-ISAN (Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Intelligenza Artificiale e la Neuroscienza), Impatto socioeconomico del gioco d’azzardo in Italia, marzo 2025
  • Eurispes, Rapporto Italia 2025: Disuguaglianze, consumi e welfare
  • ONIG (Osservatorio Nazionale sul Gioco d’Azzardo), Mappatura territoriale del gioco online nei piccoli comuni, febbraio 2025
  • ISS (Istituto Superiore di Sanità), Linee guida per la prevenzione del GAP in età evolutiva, ottobre 2024
  • EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction), Behavioral Addictions Report 2025

 

 

Foto di Pawel Grzegorz da Pixabay