07.11.25 – Quali sono le battaglie silenziose che combattiamo ogni giorno, spesso senza nemmeno riconoscerle come tali? Se pensiamo alla parola “dipendenza”, la nostra mente corre subito a immagini di droga e alcol. Ma la realtà, oggi, è molto più complessa.

La recente 7ª Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, evento di alto livello convocato ogni tre anni dalla Presidenza del Consiglio, ha squarciato il velo su un mondo di nuove fragilità, portando alla luce verità sorprendenti e talvolta scomode. Ecco quattro rivelazioni emerse dall’evento che stanno ridefinendo il nostro modo di intendere la dipendenza.

Il primo giorno dei lavori ha segnato un punto di svolta ufficiale: l’attenzione delle istituzioni si è formalmente allargata, superando il focus tradizionale su alcol e stupefacenti per includere le nuove dipendenze comportamentali. Questo cambiamento epocale è stato sancito ai massimi livelli, con un videomessaggio inviato da Papa Francesco per l’occasione che ha indicato con chiarezza i nuovi fronti della battaglia.
 
Le nuove forme di dipendenza menzionate includono il gioco d’azzardo compulsivo, la pornografia e l’uso smodato di smartphone e social network.
Le parole del Papa sono state un monito potente: “Il gioco compulsivo, le scommesse, la pornografia, comportamenti legati ad un uso eccessivo degli smartphone e dei computer che pure sono portati di tanti benefici, il sintomo di un disagio, ma anche di un decadimento di valori positivi“.
 
Questa espansione del concetto di dipendenza è fondamentale. In un mondo sempre più digitalizzato, riconoscere che uno smartphone può creare meccanismi di assuefazione simili a una sostanza non è più un’ipotesi, ma una realtà con cui istituzioni e società devono fare i conti.
 
L’allarme inizia nell’infanzia
Forse il dato più sconcertante emerso dalla conferenza riguarda i più piccoli. Un allarmante 60% dei bambini tra i 2 e i 3 anni ha già regolarmente un cellulare in mano. Questo dato non è solo una statistica, ma la radice di un problema crescente.
Secondo gli esperti presenti, questa esposizione precoce abitua i bambini ai meccanismi di “gratificazione istantanea” tipici dei dispositivi digitali, portando a una progressiva perdita di controllo. Il passo successivo, e sempre più comune, è l’isolamento sociale volontario: adolescenti e persino bambini che preferiscono la reclusione della propria stanza alla vita reale. Questa tendenza si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante: in Italia, su circa 5 milioni di persone con problemi legati a una dipendenza, si stima che ben 1 milione siano adolescenti.
 
Una risposta corale
Pochi si aspettavano una mobilitazione istituzionale di questa portata. La conferenza ha visto una partecipazione che, come sottolineato dagli organizzatori, non si era mai vista prima. La presenza contemporanea del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Premier Giorgia Meloni, dei Presidenti di Senato e Camera e il messaggio di Papa Francesco ha testimoniato l’intenzione di affrontare la sfida come una priorità nazionale. A sottolineare l’urgenza, il Presidente Mattarella ha infranto il protocollo parlando “a braccio”, un gesto che ha dato ancora più peso alla gravità del momento.
A questa unità di intenti è seguito un impegno finanziario concreto e massiccio. Il governo ha annunciato il raddoppio degli investimenti per le strutture di cura e recupero, portando la cifra a 165 milioni di euro per il biennio 2024-2025, un importo definito “mai stato disponibile in passato”. Le parole della Premier Meloni hanno catturato il tono determinato dell’evento:
È l’occasione per dimostrare che la droga e le dipendenze non avranno l’ultima parola, che nessuno è solo o rimarrà solo in questa battaglia…
 
La riposta concreta
In risposta diretta alla crisi dell’esposizione precoce agli schermi, la conferenza non si è limitata a denunciare il problema, ma ha avanzato una delle proposte più concrete e innovative: istituire un “patentino digitale obbligatorio”.
L’idea è quella di creare un percorso formativo obbligatorio per i più giovani, un percorso da intraprendere con il supporto dei genitori, per apprendere come navigare il mondo digitale in modo consapevole e sicuro. Questa proposta rappresenta un cambio di paradigma: non più solo curare i danni, ma agire sulla prevenzione, fornendo alle nuove generazioni gli strumenti critici per non diventare prigionieri di uno schermo. È un segnale che si inizia a pensare a soluzioni tangibili per le sfide del nostro tempo.
 
Il dott. Claudio Leonardi nel suo intervento ha dichiarato: “La 7ª Conferenza Nazionale ha chiarito una cosa: la lotta contro le dipendenze in Italia sta entrando in una fase nuova e molto più complessa, che va oltre le sostanze per abbracciare le insidie della modernità.
Dalla politica alla società civile, la presa di coscienza sembra essere finalmente avvenuta”.