02.02.26 – Il quadro tracciato dai servizi per le dipendenze dell’ULSS 8 Berica restituisce l’immagine di un fenomeno ampio, radicato e tutt’altro che occasionale. I dati, inseriti nel Piano integrato di attività e organizzazione 2026–2028, mostrano come l’accesso ai percorsi di cura sia legato in larga parte all’uso di sostanze psicoattive e al consumo problematico di alcol, che continuano a rappresentare il principale carico di lavoro per i servizi territoriali. Nel corso del 2025 il Dipartimento per le dipendenze ha seguito complessivamente circa 2.700 persone, in larga maggioranza attraverso interventi ambulatoriali. Una quota non trascurabile dell’attività, pari a circa 180 utenti, ha riguardato persone detenute, segno di una forte interconnessione tra disagio sociale, dipendenza e sistema penitenziario. Il bacino di utenza appare estremamente eterogeneo, includendo soggetti di età, condizioni economiche e storie personali molto diverse, accomunati però dalla necessità di un supporto continuativo.

L’analisi delle tipologie di dipendenza conferma che l’uso di sostanze illegali rimane la causa più frequente di presa in carico: nel 2025 sono state seguite 1.586 persone con dipendenza da stupefacenti, un valore in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Subito dopo si colloca l’alcol, con 701 utenti, un dato in diminuzione rispetto al 2024 ma ancora fortemente rilevante in termini assoluti.

Accanto a queste forme più consolidate emergono altre problematiche: il gioco d’azzardo patologico ha coinvolto 162 persone, mentre il tabagismo interessa ormai un numero limitato di utenti, sceso a 17 casi. Una categoria residuale, ma significativa, riguarda oltre 220 persone con dipendenze comportamentali o quadri complessi, spesso caratterizzati dalla coesistenza di più problematiche. Nel complesso, il numero totale di utenti seguiti nel 2025 si attesta a 2.690, in lieve calo rispetto all’anno precedente, anche considerando che una stessa persona può presentare più dipendenze simultaneamente.

Il documento evidenzia anche il ruolo strategico degli interventi di reinserimento socio-lavorativo. Nel 2025, 73 utenti hanno partecipato a programmi di inserimento lavorativo, considerati uno strumento chiave per rafforzare la stabilità dei percorsi terapeutici e contenere il rischio di ricaduta, soprattutto nelle fasi di uscita dai trattamenti più intensivi.

Parallelamente, il Dipartimento è impegnato nell’attuazione dei progetti regionali previsti dal Piano triennale sulle dipendenze, con azioni rivolte sia ai giovani sia alle persone in carico da lungo tempo. Particolare rilievo assumono le attività di informazione e prevenzione, sviluppate su tutto il territorio e in modo mirato negli istituti scolastici, con l’obiettivo di intercettare precocemente segnali di disagio prima che evolvano in forme di dipendenza consolidate. Nel loro insieme, questi dati offrono una fotografia parziale ma significativa di un problema strutturale, che i servizi riescono solo in parte a intercettare: dietro i numeri ufficiali resta infatti un’area sommersa di bisogni non espressi, che continua a rappresentare una delle principali sfide per la sanità pubblica e le politiche sociali.

 

 

Foto di Brigitte Werner da Pixabay