03.02.26 – Mancano appena quattro giorni all’accensione del braciere olimpico di Milano-Cortina, ma per il biathlon azzurro l’atmosfera si è fatta improvvisamente gelida. Mentre il mondo si prepara a celebrare il ritorno dei Giochi in Italia, una notizia squarcia la quiete della vigilia, il caso di Rebecca Pasler.

La positività dell’atleta non è emersa nel fragore di una competizione, bensì attraverso un controllo lontano dalle gare, un dettaglio che sottolinea l’implacabile efficacia dei protocolli della NADO (Organizzazione Nazionale Antidoping). Questi test “a sorpresa” rappresentano la vera linea del fronte per l’integrità sportiva, capaci di intercettare irregolarità anche nel cuore della preparazione più protetta. 
 
L’enigma del Letrozolo: non doping, ma sostanza mascherante
Simona Pichini, Direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS e da sempre socia SIPaD è intervenuta ieri, nell’edizione serale del TG1, proprio sulla sostanza rilevata, il Letrozolo.
 

Si tratta di un principio attivo farmaceutico solitamente impiegato nella terapia contro il tumore al seno. La sua criticità in ambito sportivo non risiede in un effetto dopante diretto sulla performance, quanto nella sua pericolosa capacità di alterare i parametri biologici per nascondere altre violazioni.
Di per sé non è un farmaco dopante, piuttosto un agente mascherante perché maschera eventuali elevati livelli di estrogeni dovuti a una somministrazione di steroidi anabolizzanti.
La sua presenza fa scattare immediatamente i protocolli di sicurezza poiché, agendo sui livelli ormonali, può essere il velo che occulta l’uso di sostanze volte a potenziare forza e muscolatura.

Il nome della sostanza, il Letrozolo, evoca un precedente illustre nello sport italiano: quello della tennista Sara Errani nel 2017. In quel caso, il procedimento accertò che la sostanza era stata assunta involontariamente, poiché presente tra i farmaci usati dalla madre dell’atleta. Si tratta di una linea difensiva già tracciata, ma il contesto olimpico rende tutto immensamente più complicato.
Il CONI, tramite un comunicato ufficiale, ha già confermato l’immediata esclusione della Pasler dalla squadra e sta valutando una possibile sostituzione last-minute. Sebbene la normativa preveda la possibilità di un ricorso urgente alla sezione olimpica, la realtà dei fatti è impietosa: i tempi sono strettissimi. La macchina organizzativa non aspetta e lo spazio di manovra legale per permetterle di scendere in pista è ridotto al lumicino, rendendo la sua partecipazione un’ipotesi quasi impossibile.