
01.08.25 – Il fumo di tabacco continua ad essere la principale causa prevenibile di malattie e mortalità nel mondo.
| Nonostante decenni di sforzi, in Italia la percentuale di fumatori si è ridotta solo marginalmente nell’ultimo decennio: dal 20,9% nel 2013 al 19,3% nel 2023 (ISTAT). |
| Un segnale chiaro che mostra la necessità di rafforzare le attuali strategie di prevenzione e cessazione. |
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Eppure, i dati italiani mostrano un plateau nella riduzione del numero di fumatori: un segnale che qualcosa va rivisto nelle politiche attuate finora. |
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I pilastri attuali delle politiche antifumo sono:
Ma milioni di fumatori continuano a fumare. Per queste persone, non è sufficiente ribadire che “smettere fa bene”: occorre adottare un approccio pragmatico volto a minimizzare i rischi. |
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| L’obiettivo resta quello di liberare la società dal fumo, ma senza ignorare la realtà: molti fumatori continuano a fumare. Integrare le attuali politiche con soluzioni realistiche e scientificamente supportate potrebbe accelerare il cambiamento.
È tempo di affiancare alla prevenzione e cessazione strategie innovative evidence-based volte a minimizzare i rischi. |
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