Roma e Milano, le due “capitali” del narcotraffico


Le due “capitali” italiane, Milano e Roma, rispettivamente quella “finanziaria” e  “politica” (precisazione forse superflua ma è sempre meglio chiarire), sono entrambe due appetibili mercati per trafficanti e spacciatori di stupefacenti come si rileva dai dati, seppur non consolidati, della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (DCSA) sull’azione di repressione svolta dalle forze di polizia nel 2016 (al primo novembre scorso). Se a Roma spetta il primato nei sequestri complessivi di oltre 6.100kg di stupefacenti rispetto ai 2.950kg di Milano, è in quest’ultima città ( e provincia) che sono stati sequestrati i maggiori quantitativi di cocaina (266kg) e di eroina (circa 43kg) rispetto a Roma dove sono stati, rispettivamente, di 230kg e 32kg. Nel complesso, dunque, circa 10tonnellate di droghe sequestrate nelle due piazze rispetto alle 47ton intercettate a livello nazionale. I restanti quantitativi di “merce” hanno riguardato hashish e, soprattutto, marijuana. Accennavamo al fatto che sia Milano che Roma sono i due “bacini” del mercato nazionale delle droghe più estesi sia per la densità di popolazione residente che per una concentrazione di trafficanti/spacciatori piuttosto rilevante. Tutto ciò nonostante questo ambito criminale sia oggetto, quotidianamente, di attenzione investigativa delle forze di polizia. Basti pensare alle 2.023 operazioni antidroga censite dalla DCSA nel 2016 a Roma (una media di oltre 6 al giorno) e alle 1.289 a Milano ( più di 4 al giorno) che hanno comportato, rispettivamente, la denuncia alle due Procure della Repubblica, in stato di arresto e di libertà, di 2.660 persone ( di cui 1.092 stranieri) e di 1.575 ( 934 stranieri). E’ la fatica di Sisifo di poliziotti,carabinieri e finanzieri, come ho avuto occasione più volte di scrivere, perché gli spacciatori e i trafficanti, grazie ad una legislazione penal-processuale blanda, anche se arrestati nella flagranza di reato, per le modalità appositamente adottate nel commercio delle droghe (piccoli quantitativi), tornano preso in libertà a delinquere (l’ultimo episodio è del 28 novembre con un cittadino del Burundi arrestato dalla Polizia due volte per spaccio durante la settimana). Anche quando vengono disposti gli “arresti domiciliari” continuano sfacciatamente nella loro attività contando sul fatto che i controlli di polizia sono abbastanza sporadici. Da rilevare, poi, che nel periodo estivo, luglio e agosto, si hanno dei “cali” sia nelle operazioni antidroga ( a Milano, rispettivamente, 91 e 69 operazioni, le più basse dell’anno) e a Roma 168 e 153 e, conseguentemente, di persone denunciate e di  sequestri. Il calo è attribuibile, verosimilmente, sia allo spostamento temporaneo di persone verso i luoghi di villeggiatura che al periodo dell’anno che coincide anche con una più accentuata assenza dal servizio operativo ( per congedi ordinari) di poliziotti e carabinieri normalmente impegnati nei servizi di controllo del territorio e nei servizi investigativi. Settembre e ottobre rivedono subito una ripresa delle attività operative ( a Roma 202 e 234 operazioni antidroga, a Milano 125 e 122). Interessanti anche i dati sui sequestri di piante di cannabis, coltivazioni che, come noto, vengono curate in casa o nei dintorni, e che sono state ben 5.863 a Roma e solo 445 a Milano. Poche piante rispetto al fenomeno che caratterizza alcune zone del sud Italia, in particolare la Calabria e la Sicilia ( proprio nell’isola, alcuni giorni fa, ad Acate, la polizia ha scoperto, in un’azienda agricola, tra filari di pomodori, una piantagione di marijuana con ben 7mila piante). La capitale “politica” ha anche annotato il maggior numero di sequestri di pasticche di ecstasy (7.546 di cui oltre 6mila in una sola operazione di servizio) contro le 370 di Milano. Anche nel mese di novembre le due piazze sono state oggetto di una speciale attenzione con sequestri di amfetamine e ketamina, in particolare a Milano dove i carabinieri  hanno arrestato un centinaio di spacciatori (di cui 40 italiani) e “bonificato” il boschetto di Rogoredo per lungo tempo nelle mani degli spacciatori.

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).