26.04.21 – Le dipendenze in età avanzata si sviluppano di solito in segreto. Le Nazioni Unite la chiamano “epidemia nascosta”. Ecco il ritratto di un pensionato che ci è cascato – e ora non riesce a liberarsene.

Alle nove e mezza del mattino e dopo due caffè Lutz (caffè con brandy), la pace torna lentamente a inebriare Hans-Peter Koller (nome di fantasia). Un’ora dopo, si sente in un mondo ovattato. Poi è l’ora di pranzo: come negarsi un bicchiere di vino rosso e un altro di grappa mentre si guardano le notizie. Dopo il pisolino, ecco che esce a fare shopping. Il lunedì e il giovedì, Hans-Peter incontra un conoscente per un drink o due. A cena c’è dell’acqua minerale frizzante, ma più tardi, quando sua moglie va a letto, Hans-Peter tira fuori un’altra bottiglia, per lo più di vino rosso e con un tenore alcolico più alto.

Tre caffè Lutz, un fiasco di bianco, ¾ di una bottiglia di rosso: questa è più o meno la dose giornaliera, riassume il pensionato 69enne. “Ma a volte è il doppio, con l’aggiunta di gin”, dice.

Si parla poco degli anziani e delle loro dipendenze. Ma il nuovo rapporto dell’ONU sulle droghe sottolinea proprio questo. “La pandemia ha creato dei danni alla salute e al benessere degli anziani. Tuttavia, c’è anche un’epidemia nascosta legata al consumo di droghe in questa fascia della popolazione”, ha affermato recentemente a Vienna Cornelis de Joncheere, presidente dell’Organo Internazionale per il Controllo degli Stupefacenti (INCB). L’uso di droghe e i decessi legati agli stupefacenti tra gli anziani sono aumentati, ha detto l’esperto, così come il numero di anziani in trattamento per l’abuso di droghe”.

 

(…omissis…)

copia integrale del testo si può trovare sul sito fonte, al seguente link: https://www.swissinfo.ch/ita/dipendenze