04.07.22 – In un anno smantellati oltre 350 centri di produzione e trattamento. Le metanfetamine made in Ue esportate in tutto il mondo. C’è un’industria in Europa che non conosce crisi, e che anzi nelle crisi trova sempre nuove occasioni per evolversi, anche con il supporto dell’innovazione: è l’industria della droga. In dieci anni, i consumi (e i sequestri) sono aumentati in tutto il Vecchio Continente. Così come si è assistito a un boom dei laboratori di produzione scoperti e smantellati, circa 350 nel 2020, in particolare tra Belgio e Olanda. Cocaina, crack, Mdma, catinoni, ketamina, ma soprattutto anfetamine e metanfetamine sono le droghe trattate o prodotte nei Paesi Ue. Con un’offerta in costante evoluzione, come dimostra che nel 2021 sono state segnalate per la prima volta 52 nuove droghe attraverso il sistema di allerta rapido dell’Ue (Ews). È quanto emerge dall’ultima relazione dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), che analizza la situazione in 27 Stati dell’Ue più Turchia e Norvegia.

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