18.02.26 – È stato recentemente attivato un portale web dedicato all’analisi e alla gestione delle problematiche legate all’abuso degli strumenti digitali. L’iniziativa, denominata “Riflessi Virtuali”, è il frutto di una collaborazione tra due realtà interne all’Ateneo romano La Sapienza: il reparto di Psicologia focalizzato sulla sperimentazione applicata e il laboratorio dedicato alle produzioni audiovisive per lo spettacolo (LABS). Il sostegno economico per la realizzazione dell’opera è stato fornito da Fondazione TIM, il braccio filantropico dell’operatore telefonico.

Questa opera si inserisce nel programma di sovvenzioni “Call for Ideas 2023”, un bando promosso dalla fondazione privata per incentivare soluzioni originali nei campi della formazione e dell’indagine scientifica. Il destinatario ideale di tali fondi è rappresentato da organizzazioni del Terzo Settore o istituzioni universitarie. La proposta avanzata dall’università capitolina è stata valutata positivamente dalla commissione giudicatrice grazie alla sua capacità di integrare soluzioni tecniche avanzate con una tematica di rilevante interesse sociale.
 
Il cuore dell’intervento consiste nell’impiego di simulazioni immersive tridimensionali per studiare e contrastare le forme di assuefazione psicologica derivanti dall’uso eccessivo di dispositivi connessi. Il sito web di riferimento (riflessivirtuali.it) permette l’accesso ai contenuti senza barriere economiche. Lo scopo primario è fornire a studenti, nuclei familiari, corpo docente e professionisti del settore mezzi pratici per identificare precocemente condotte a rischio. Queste includono, ad esempio, la partecipazione compulsiva a giochi d’azzardo online o un impiego scorretto dei social network, situazioni che, se ignorate, possono evolvere in patologie consolidate.
 
È importante notare che, secondo le classificazioni internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (come l’ICD-11), i disturbi da gioco e le dipendenze comportamentali sono ormai riconosciuti come condizioni cliniche vere e proprie, rendendo necessari strumenti di prevenzione aggiornati.
 
Elemento centrale del sistema è una serie di contenuti video intitolata “The Platform”, strutturata in sei capitoli. Questa opera audiovisiva esplora le dinamiche intercorrenti tra l’adolescenza e gli strumenti tecnologici, adottando codici comunicativi moderni per stimolare una riflessione su etica, pericoli e opportunità. Gli scenari virtuali e le animazioni tridimensionali sono stati sviluppati prendendo spunto da racconti di vita autentica.
 
L’utente non si limita a osservare passivamente, ma viene inserito in contesti simulati che riproducono momenti critici: la perdita di autocontrollo, l’incapacità di disconnettersi e le ripercussioni negative sulla vita sociale. In questo modo, il mezzo tecnico funge da catalizzatore per la comprensione di meccanismi psicologici che risultano spesso astratti se descritti unicamente tramite testo.
 
L’uso della realtà virtuale in ambito terapeutico e preventivo sta guadagnando consenso nella comunità scientifica, poiché permette di esporre i soggetti a stimoli controllati, facilitando l’empatia e la consapevolezza senza i rischi associati all’esposizione reale.
 
Una delle criticità maggiori delle dipendenze legate alla rete è la loro invisibilità: non presentano sempre sintomi fisici immediati e tendono a integrarsi nella routine quotidiana fino a diventare la norma. “Riflessi Virtuali” agisce in questa zona grigia, convertendo la prevenzione teorica in un’esperienza pratica.
 
Oltre alle simulazioni, il sistema offre materiale divulgativo di rigore scientifico, questionari per l’autoanalisi basati su protocolli validati, itinerari educativi strutturati e riferimenti per contattare centri di assistenza locali. L’architettura digitale è stata progettata per educare evitando condanne morali e per guidare l’utente senza assegnare etichette stigmatizzanti. Questo approccio rispecchia le linee guida moderne della psicologia clinica, che privilegiano la riduzione del danno e l’approccio non giudicante.
 
Conclusioni Il progetto si configura come un esempio di cooperazione tra il mondo della ricerca universitaria, lo sviluppo tecnologico e la responsabilità sociale d’impresa. Utilizzando gli stessi mezzi che spesso generano il disagio, l’iniziativa mira a trasformare le vulnerabilità del mondo online in opportunità di sviluppo personale.
 
La consapevolezza della propria condizione rimane, infatti, il prerequisito fondamentale per qualsiasi percorso di risoluzione delle criticità. Fondazione TIM, attraverso questo e altri progetti, conferma il proprio impegno nel promuovere una cittadinanza digitale matura e consapevole, allineandosi agli obiettivi europei per la sicurezza in rete.
 
 

 
 
Fonti principali relative al progetto Riflessi Virtuali:
 

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📚 Riferimenti Scientifici Correlati

 

 

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