08-11-19 – Dunque, il ministro dell’interno Lamorgese, da un paio di mesi al Viminale, torna sul tema degli stupefacenti inviando, alcuni giorni fa, una circolare a tutti i Prefetti per sollecitare “..iniziative (..) per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti”. Questo, a distanza di poco meno di un anno da una analoga circolare che il precedente Ministro dell’Interno aveva diramato (20 novembre 2018) per rafforzare le attività infoinvestigative, individuare le reti di spaccio e, più in generale, potenziare il controllo del territorio fino “..a giungere allo smantellamento delle piazze di spaccio”. Obiettivo, come dovrebbe essere noto all’Autorità Nazionale di pubblica sicurezza, pressoché impossibile da conseguire anche dando una semplice occhiata alla realtà odierna di un fenomeno sociale e criminale inarrestabile.
E’ probabile che i resoconti mensili – a decorrere dal gennaio 2019 -richiesti ai Prefetti dall’allora ministro Salvini sull’attuazione della sua direttiva non siano stati particolarmente soddisfacenti e per questo motivo il nuovo Ministro sia tornato sul tema sottolineando “la recrudescenza dell’abuso di stupefacenti, specie tra i giovani e dei correlati reati (..) che destano allarme e preoccupazione”. In un contesto in cui si richiama l’esigenza di “innalzamento delle complessive condizioni di vivibilità dei singoli territori” mettendo “..a sistema la collaborazione con gli enti territoriali..” e strutturando “stabili sinergie con gli altri interlocutori istituzionali..”. Non poteva mancare il richiamo alla “sicurezza urbana” la cui tutela è affidata in primis ai Sindaci dai quali si attende pure il supporto delle Polizie locali in una complessiva strategia di intervento che debbono tracciare i Prefetti “previa disamina in sede di Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica “.
Sempre in tema di sicurezza delle città e del decoro urbano ( punto che amplifica molto la percezione di insicurezza come ben sanno molti cittadini della capitale e di altre grandi città), nella direttiva del Ministro si richiamano anche alcune misure di natura preventiva come l’ordine di allontanamento e il divieto di accesso (c.d. daspo urbano) che possono essere adottati nei confronti di determinate persone e, tra queste, il divieto di accesso negli esercizi pubblici e di stazionamento nelle vicinanze degli stessi per coloro che siano stati condannati per reati in materi di stupefacenti (art. 13 bis del d.l. n.14/2017). L’esperienza dei mesi passati da parte degli operatori di Polizia ha evidenziato, tuttavia, che tali misure hanno scarsa efficacia. Si torna, allora, alla richiesta di “interventi straordinari di maggior impatto,specie nelle realtà dove si registrano maggiori criticità..” in relazione allo spaccio ( e le retate romane come quelle attuate nei fine settimana da polizia e carabinieri con decine di arresti di pusher servono a poco se, poi, questi vengono velocemente rimessi in circolazione o ai domiciliari,a spacciare di nuovo).
Si accenna, infine, alla “possibilità di ricorrere a diverse misure straordinarie, nel rigoroso rispetto dei criteri previsti dalla legge per la loro emanazione..” ossia alle ordinanze prefettizie extra ordinem, contingibili e urgenti, previste dall’art. 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del 1931 sempre che “non siano adeguatamente risolutivi gli ordinari strumenti”. Il Ministro Lamorgese chiude la sua direttiva con la consueta formula di confidare nella fattiva collaborazione dei Prefetti dai quali si attende, entro la fine di questo mese, un “aggiornato quadro delle iniziative adottate” che “saranno oggetto di periodico monitoraggio al fine di valutarne l’impatto”. Temo, tuttavia, che nonostante la buone intenzioni del Ministro lamorgese e l’impegno che ci potranno essere in periferia da parte di tutti, il grave problema del consumo e dello spaccio di stupefacenti resterà tale se non si affronterà seriamente il tema della prevenzione, a partire da tutte le scuole e di una modifica alla legislazione sulle droghe che consenta una vera “neutralizzazione” di chi traffica e vende stupefacenti.
Per SIPaD – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).
