Dichiarazione congiunta di SIPaD (Società Italiana Patologie da Dipendenza)
e ADHD ITALIA OdV – Coordinamento
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre un miliardo di persone nel mondo soffre di un disturbo mentale,[1]con grave nocumento della salute, del benessere e della qualità della loro vita, nonché delle famiglie e delle comunità circostanti.
Tra i numerosi e diversi disturbi, il deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è tra le condizioni con una prevalenza stimata intorno al 5-10% nei bambini, e al 2-5% negli adolescenti e che persiste, seppure con una vastissima variabilità e gradazione di gravità, nel 2-4% degli adulti anche se con una drammatica carenza di diagnosi dovuta al colpevole disinteresse e/o minimizzazione del problema da parte di tanti specialisti (psichiatri, psicologi , psicoterapeuti).
l’ADHD, quindi è una condizione neurobiologica complessa: non si tratta solo di una sindrome infantile limitata ad una ristretta minoranza di bambini, l’ADHD continua a manifestarsi in età adulta, influenzando significativamente la vita quotidiana, le relazioni e la produttività.
Ad aggravare drammaticamente tale quadro, è il legame tra ADHD e problematiche di dipendenza: ambito, come abbiamo detto, trascurato dai canali ufficiali e da una società che spesso stigmatizza entrambe queste condizioni.
Molte persone con ADHD in età infantile non trattato possono sviluppare dipendenze da sostanze (prevalentemente sostanze stimolanti e dopaminergiche) allo scopo di trovare un intenso stimolo che contrasti la sensazione di noia e infelicità che spesso accompagna gli adulti ADHD, insieme alla perenne ansia/iperattività ed il costante deficit di concentrazione.
La cascata dopaminergica e noradrenergica legata all’uso di determinate sostanze (cocaina, amfetamine, alcool e in misura minore oppioidi) e/o comportamenti additivi (Gioco d’Azzardo Patologico, Internet Addiction, Shopping Compulsivo, Anoressia/Bulimia, Binge Eating) agisce nei soggetti AHD adulti come fenomeno compensatorio, riequilibrante, paradossalmente calmante, quindi come inconscia ed allarmante autoterapia.
Tuttavia la medicina delle dipendenze, che già normalmente riceve una minima attenzione in relazione ad altre problematiche di salute, ancor meno viene considerata se legata ad un’altra sindrome che pure nel panorama odierno della salute fisica e psichica viene considerata un problema di secondaria importanza, una patologia che secondo eminenti luminari è solo un costrutto psicosomatico, quasi del tutto inesistente, men che meno in età adulta.
In tale panorama avvilente i numerosi bambini con sindrome ADHD non diagnosticati e non trattati adeguatamente diventano spesso adolescenti problematici ed avvezzi alle dipendenze.
La lacuna nei percorsi di cura, la mancanza di un supporto strutturato e specialistico, la mancanza di storica collaborazione ed integrazione tra i servizi di Salute Mentale e Servizi per le Dipendenze Patologiche porta numerose persone con ADHD e disturbo da dipendenza a nascondersi, consapevoli di non avere accesso a risorse adeguate oltre ad essere guardati ed additati come quelli “strani” , “viziosi” e “spostati”.
Difficoltà nella Diagnosi e nel Trattamento
La diagnosi dell’ADHD in Italia, ancora oggi, è spesso complicata da un insieme di fattori, inclusi pregiudizi culturalmente radicati e una scarsa conoscenza della condizione da parte di diversi professionisti della salute mentale. Questo porta a diagnosi inaccurate o a ritardi significativi nella presa in carico.
Una diagnosi tempestiva è cruciale, poiché può influenzare in modo determinante il successo del trattamento e del supporto, migliorando la qualità della vita delle persone.2
Una particolare preoccupazione è il trattamento delle persone con vissuti di dipendenza. Spesso, queste persone vengono curate in modo non appropriato, poiché non si considera che il problema di fondo possa essere l’ADHD e non la dipendenza in sé.
Senza un’adeguata valutazione e riconoscimento dell’ADHD, i percorsi di cura possono risultare inefficaci, perpetuando un ciclo di sofferenza e dipendenza.
Rilevanza Clinica dell’ADHD nelle DIPENDENZE
Quando si tratta di affrontare le dipendenze, è indispensabile considerare in primo luogo la possibilità che vi sia un ADHD preesistente non diagnosticato e mai trattato. Questa indagine è cruciale, poiché la presenza di ADHD non identificato può influenzare in modo significativo l’efficacia dei trattamenti disponibili. I percorsi terapeutici concepiti senza prendere in considerazione l’ADHD potrebbero non portare ai miglioramenti auspicati, prolungando la sofferenza della persona, il paziente tende ad abbandonare il percorso terapeutico con conseguenze dannose non solo per la sua salute e il suo benessere ma anche per chi vive accanto a lui, e in ultima analisi si aggrava il carico emotivo e relazionale di familiari e amici.
Il 2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025[2], dal titolo “Dipendenze e problemi correlati”, rappresenta un pilastro cruciale nella strategia di prevenzione sanitaria italiana. Questo obiettivo si propone il compito ambizioso di contrastare sia le dipendenze da sostanze (come alcol, droghe, tabacco, farmaci) sia le dipendenze comportamentali (ad esempio, gioco d’azzardo patologico, dipendenza da internet e tecnologie). Il piano non si limita alla riduzione dell’uso delle sostanze, ma mira anche a ridurre le conseguenze negative associate a tali comportamenti.
L’integrazione del 2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, con un focus specifico sulla relazione tra il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) e le DIPENDENZE, richiede interventi mirati che riconoscano la particolare vulnerabilità delle persone con ADHD nello sviluppare dipendenze da sostanze e comportamentali.
Comprensione dell’ADHD e delle Sue Implicazioni per la Salute Mentale e le DIPENDENZE
È fondamentale che l’ADHD venga compreso profondamente come una condizione valida e seria, con implicazioni dirette sulla salute mentale e sulle problematiche di dipendenza.
Questo approccio deve estendersi a tutti i livelli del sistema sanitario e sociale, affinché ci sia una maggiore consapevolezza delle sfide che queste persone affrontano quotidianamente.
È imperativo che i professionisti della salute mentale comprendano che l’ADHD non è solo un disturbo comportamentale, ma una condizione che può influenzare profondamente la capacità di una persona di gestire le proprie emozioni, le relazioni e le scelte comportamentali, incluse quelle relative all’uso di sostanze e alle dipendenze.
La consapevolezza delle interrelazioni tra ADHD e DIPENDENZE deve tradursi in formazione e aggiornamento per clinici, terapisti e operatori del settore, affinché acquisiscano le competenze necessarie per trattare entrambe le condizioni in modo integrato e sinergico.
Non si tratta solo di fornire un supporto psicologico, ma di implementare un approccio terapeutico che consideri le esigenze uniche di chi vive con ADHD e comorbidità di dipendenza. Questo può includere il miglioramento dei protocolli diagnostici, l’introduzione di programmi di trattamento specifici e strategie di prevenzione che tengano conto del profilo individuale di ciascuna persona.
Un Approccio Olistico e Integrato
L’inerzia politica e clinica non è più sostenibile. È necessario adottare un approccio olistico che riconosca l’ADHD e le sue correlazioni con le dipendenze come priorità nella nostra agenda sanitaria. Questo implica:
- Comprensione dell’ADHD e delle sue implicazioni per la salute mentale e le dipendenze, attraverso formazione adeguata e consapevolezza sistematica, in linea con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e l’educazione sui problemi relativi alle dipendenze.
(2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025[3].) - Identificazione di percorsi diagnostico-terapeutici specifici, unitamente a programmi divulgativi per i clinici preposti alla presa in cura, al fine di garantire che l’ADHD venga adeguatamente considerato nel trattamento delle DIPENDENZE.
(2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025; sviluppo di percorsi clinici integrati3;
EU4Health 2021-2027; programma europeo dedicato alla salute mentale e al benessere) - Promozione di un accesso equo ai trattamenti farmacologi: Avviare, in Italia, azioni volte ad uniformare i trattamenti per l’ADHD a quelli già presenti nell’Unione Europea, in linea con la strategia farmaceutica europea nell’ambito dell’Agenda Europea sulla Salute “UE per la salute” 2024.[4]
- Collaborazione attiva tra decisori politici, professionisti della salute mentale, esperti di dipendenze e associazioni di pazienti per creare percorsi di cura integrati, accessibili e capillari a livello territoriale e sostenibili.
(2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025; rafforzamento delle reti di assistenza e collaborazione tra servizi3
Approccio globale alla salute mentale della Commissione Europea; 20 iniziative prioritarie per affrontare i problemi di salute mentale
- Finanziamenti dedicati alla ricerca su ADHD e DIPENDENZE, per identificare interventi efficaci e programmi di supporto che tengano conto dell’intersezione tra queste due condizioni.
(2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025; investimenti per la ricerca e lo sviluppo di servizi per la salute mentale e le dipendenze3
Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile; obiettivi per migliorare la salute mentale e il benessere)
Proposta di Costituzione di un Network Italiano dei SERD
A completamento di quanto su riportato, proponiamo la costituzione di una rete nazionale, il Network “ADHD A.D.D.I.O.” (ADHD e Dipendenze: Diagnosi e Interventi per l’Obiettivo), promosso dalla società scientifica SIPaD (Società Italiana Patologie da Dipendenze) e dal Coordinamento ADHD ITALIA OdV.
Il Network “ADHD A.D.D.I.O.” rappresenta un’iniziativa che mirerebbe a promuovere una gestione integrata e consapevole dell’ADHD e delle DIPENDENZE, con l’obiettivo di aiutare le persone a superare le sfide legate a queste condizioni e a raggiungere una vita piena e soddisfacente.
Questo nome richiama anche un significato di liberazione e di speranza, sottolineando l’intento di voler “dire addio” alle difficoltà causate dall’ADHD e dalle DIPENDENZE.
Inoltre, il Network si propone di creare uno spazio di confronto e supporto per famiglie professionisti e chiunque si trovi ad affrontare tali problematiche. Attraverso risorse informative seminari e gruppi di supporto vogliamo facilitare l’accesso a strumenti utili per la gestione quotidiana delle sfide. Il nostro intento è di educare sensibilizzare e unire le forze per promuovere una maggiore comprensione sociale e ridurre lo stigma associato all’ADHD e alle DIPENDENZE. Insieme possiamo costruire un futuro in cui ogni individuo possa esprimere il proprio potenziale senza barriere né limitazioni
Obiettivi principali del network sono di:
- Favorire la condivisione di conoscenze e buone pratiche tra i diversi SERD, creando un ambiente collaborativo che possa migliorare l’intervento terapeutico e il supporto psicosociale per le persone con ADHD e problematiche di dipendenza.
- Promuovere la formazione continua per gli operatori dei SERD, allo scopo di sensibilizzarli sulla complessità dell’ADHD e sulla sua relazione con le DIPENDENZE, aumentando la loro competenza nello strutturare interventi mirati e efficaci.
- Sviluppare protocolli standardizzati per la diagnosi e il trattamento delle persone con ADHD nei Servizi Territoriali per le DIPENDENZE, assicurando un approccio integrato che consideri sia le dinamiche relazionali sia i bisogni specifici dei pazienti.
- Facilitare l’accesso a risorse e supporto per le famiglie delle persone con ADHD, creando una rete di assistenza che comprenda anche il sostegno psicologico e sociale necessario per affrontare le difficoltà quotidiane.
- Attuare campagne di sensibilizzazione per informare e ridurre lo stigma attorno all’ADHD e alle DIPENDENZE, coinvolgendo attivamente le comunità locali e i media per promuovere una maggiore comprensione e accettazione.
Inoltre, è cruciale che le politiche nazionali e europee in materia di salute, come l’Agenda europea sulla salute (2024-2029) e il Piano Nazionale per la Salute in Italia, riconoscano l’urgenza di integrare il trattamento dell’ADHD e delle DIPENDENZE come parte centrale delle loro strategie. Questi documenti orientano le azioni verso la promozione della salute e del benessere, sottolineando l’importanza di un approccio sistemico e multidisciplinare.
Tutto ciò premesso, invitiamo le Istituzioni Europee ed Italiane e le Realtà Cliniche a:
- Migliorare le capacità diagnostiche e di trattamento dei servizi sanitari territoriali per affrontare l’ADHD e le DIPENDENZE.
- Integrare il riconoscimento dei costi sociali e delle conseguenze legate all’ADHD e alle DIPENDENZE nelle politiche sanitarie europee.
- Promuovere programmi di sensibilizzazione per ridurre lo stigma e migliorare la comprensione dell’ADHD e delle sue interrelazioni, specialmente nelle comunità dove le DIPENDENZE sono comuni.
Non possiamo restare inerti mentre le tantissime persone (visti i predetti indici di prevalenza) con ADHD e DIPENDENZE soffrono in silenzio.
È ora di riconoscere e affrontare in modo efficiente queste problematiche con una visione che abbracci tutte le età e le esperienze.
Dobbiamo costruire percorsi di cura inclusivi e compassionevoli che garantiscano a ogni persona la possibilità di vivere una vita piena e significativa.
Insieme, diamo priorità all’innovazione e all’assistenza ai cittadini, costruendo un’Europa in cui tutti possano prosperare.
[1] OMS: un miliardo di persone nel mondo soffre di un disturbo mentale | HealthDesk Questo evidenzia l’importanza di avere interventi specifici e politiche ad hoc, dato che l’ADHD non solo compromette la vita di chi ne è affetto, ma ha anche ripercussioni significative su famiglia, scuola e contesto lavorativo [1].
[2] Il 2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 riguarda le “Dipendenze e problemi correlati”. Questo obiettivo si concentra sulla prevenzione e riduzione delle dipendenze da sostanze e comportamentali, promuovendo interventi basati su evidenze di efficacia e sostenibilità. L’approccio include azioni di sensibilizzazione, educazione e supporto per ridurre l’incidenza e l’impatto delle dipendenze sulla salute individuale e collettiva. https://www.pnrr.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioNotizieInfluenza.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5029
[3] pnrr.salute.gov.it https://www.pnrr.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioNotizieInfluenza.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5029
[4] Agenda Europea sulla Salute 2024-2029; programma di lavoro “UE per la salute” per migliorare la salute mentale e il benessere dei cittadini. La Commissione adotta il programma di lavoro “UE per la salute” 2024, con 752,4 milioni di € per rafforzare l’Unione europea della salute (europa.eu)
Bibliografia
[1] OMS: un miliardo di persone nel mondo soffre di un disturbo mentale | HealthDesk
[2] Dichiarazione di Consensus Internazionale della Federazione Mondiale dell’ADHD: Questo documento, pubblicato nel 2021, riassume 208 conclusioni basate sull’evidenza riguardanti l’ADHD. Link
[3] Il 2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 riguarda le “Dipendenze e problemi correlati”. Link
[4] pnrr.salute.gov.it Link
[5] Agenda Europea sulla Salute 2024-2029; programma di lavoro “UE per la salute” per migliorare la salute mentale e il benessere dei cittadini. La Commissione adotta il programma di lavoro “UE per la salute” 2024, con 752,4 milioni di € per rafforzare l’Unione europea della salute (europa.eu)
[1] OMS: un miliardo di persone nel mondo soffre di un disturbo mentale | HealthDesk
Questo evidenzia l’importanza di avere interventi specifici e politiche ad hoc, dato che l’ADHD non solo compromette la vita di chi ne è affetto, ma ha anche ripercussioni significative su famiglia, scuola e contesto lavorativo [1].
[2] Il 2° Macro Obiettivo del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 riguarda le “Dipendenze e problemi correlati”. Questo obiettivo si concentra sulla prevenzione e riduzione delle dipendenze da sostanze e comportamentali, promuovendo interventi basati su evidenze di efficacia e sostenibilità. L’approccio include azioni di sensibilizzazione, educazione e supporto per ridurre l’incidenza e l’impatto delle dipendenze sulla salute individuale e collettiva. https://www.pnrr.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioNotizieInfluenza.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5029
[3] pnrr.salute.gov.it https://www.pnrr.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioNotizieInfluenza.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5029
[4] Agenda Europea sulla Salute 2024-2029; programma di lavoro “UE per la salute” per migliorare la salute mentale e il benessere dei cittadini. La Commissione adotta il programma di lavoro “UE per la salute” 2024, con 752,4 milioni di € per rafforzare l’Unione europea della salute (europa.eu)
