In tema di prevenzione e contrasto della diffusione delle sostanze stupefacenti , abbiamo sempre pensato che, aldilà dell’impegno isolato che, rispettivamente, si è rilevato negli anni passati in alcune scuole italiane e in quello, sicuramente costante, delle forze di polizia coordinate dalla DCSA(Direzione Centrale per i Servizi Antidroga), ci dovesse essere un aggiornamento della legislazione specifica e di quella penal-processuale per non vanificare i risultati conseguiti. Soprattutto fosse necessaria una strategia politica nazionale antidroga ben congegnata, che ancora non si rileva mentre si procede con accordi di collaborazione interistituzionale tra il DAP (Dipartimento per le Politiche Antidroga) ed altre istituzioni. Il più recente è quello con la DCSA firmato il 14 novembre 2018 dopo quello del dicembre 2016 raggiunto con la Polizia di Stato e i Comandi Generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Tra gli obiettivi dell’Accordo del 2018 quello di conseguire “..attraverso attività congiunte e interventi integrati (..)maggiori livelli di efficienza ed efficacia della spesa pubblica (..) attraverso un rafforzamento della tutela della salute pubblica, della sicurezza e dell’ordine pubblico”.
Bisogna, tuttavia, leggere con attenzione le “premesse e gli allegati” dell’Accordo per comprendere bene se per la sua attuazione quei due milioni e duecentomila euro che il DPA mette a disposizione della DCSA ( secondo modalità e tempi stabiliti nell’art.7) sia denaro speso bene per realizzare “quell’azione sinergica e congiunta che rafforzi le politiche di prevenzione e potenzi il dispositivo di contrasto della diffusione delle sostanze stupefacenti”. Si tratta di un ambito questo dell’antidroga al quale i vari Governi che si sono succeduti negli ultimi 25 anni hanno rivolto poca attenzione con le gravi conseguenze che si possono rilevare quotidianamente dai fatti di cronaca e di violenza collegati al narcotraffico. Dunque, ben vengano reciproche collaborazioni tra importanti organismi politici (DPA) e tecnici (DCSA) nei settori dello “scambio informativo”, nella “prevenzione dell’uso delle droghe nella popolazione giovanile”, nelle “ attività di formazione, informazione, ricerca e analisi normativa”.
Relativamente allo “scambio informativo” appare importante la partecipazione della DCSA al Sistema Nazionale di Allerta Precoce e alla canalizzazione di alcune “proiezioni operative” utilizzando la rete degli Esperti della Sicurezza che operano in diversi paesi extraeuropei. L’esigenza di migliorare la prevenzione delle droghe tra i giovani sembra trovare spazio con la “presentazione di moduli formativi in favore dei docenti, dei genitori e degli studenti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado”, nell’ambito di progetti già avviati dal DPA. Interessanti anche le iniziative finalizzate alla realizzazione di eventi e convegni, con l’impiego temporaneo di personale formato del DPA e della DCSA rispettando il Progetto denominato Icarus, annesso all’accordo in questione, che specifica nel dettaglio gli obiettivi, le modalità operative, le tabelle finanziarie relative ai costi da sostenere per ciascuna delle attività fissandone anche il crono programma.
Spetterà al capo del DPA e al Direttore Centrale della DCSA curare “il coordinamento e la tenuta dei rapporti” dell’Accordo ( la cui durata è triennale) che nell’ambito della prevenzione a favore della popolazione giovanile si pone come obiettivo quello di sviluppare un piano formativo per almeno 10mila docenti su tutto il territorio nazionale, distribuendo materiale informativo ad almeno 1.500 studenti per ciascun anno scolastico e riservando giornate di prevenzione e informazione sui temi degli stupefacenti da 5 a 8 scuole per ciascun anno scolastico. Ancora poca attenzione, mi pare, per una prevenzione nelle scuole che è prioritaria riservando a questo settore appena 153.442 euro sul totale dei 2,2 milioni di euro sopraindicati in prevalenza (1.434.233 euro) utilizzati per il “supporto informativo”.
Per SIPaD – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).
