07.01.22 – Dopo mezzo secolo di blocchi alla ricerca sul potenziale degli psichedelici nel trattamento del disturbo da consumo di alcol, gli scienziati di oggi stanno finalmente recuperando il passo con il lavoro pionieristico dei loro predecessori. In un nuovo studio, i ricercatori mostrano che uno psichedelico, la psilocibina, ripara essenzialmente la parte del cervello responsabile del desiderio di alcol, suggerendo un potenziale nuovo trattamento per il disturbo.

Lo studio, pubblicato mercoledì sulla rivista Science Advances, si basa sul lavoro iniziato alla fine degli anni ’50, quando i ricercatori Humphry Osmond e Abram Hoffer, due dei primi ricercatori sull’LSD, somministrarono la drogap a degli alcolisti e scoprirono che un anno dopo, dal 40 al 45 percento di questi erano ancora sobri; un’impresa notevole per una condizione con alti tassi di ricaduta.

Il consumo di bevande alcoliche è responsabile del 5,3% dei decessi in tutto il mondo ogni anno e sono assolutamente necessari trattamenti che riducano o eliminino il desiderio di alcol.

Nel nuovo studio, i ricercatori si concentrano sul motivo per cui queste droghe funzionano a livello neurobiologico, individuando uno specifico recettore del glutammato nelle cellule cerebrali colpite dall’uso di alcol: quando questo recettore è danneggiato, ha un effetto dannoso sulla funzione cerebrale. Quando trattati con psilocibina, tuttavia, i topi usati per imitare il disturbo da uso di alcol hanno mostrato una funzione riparata del recettore del glutammato. Inoltre, i ricercatori identificano un biomarcatore nello studio che potrebbe in definitiva aiutare i medici a determinare chi potrebbe beneficiare maggiormente del trattamento con psilocibina negli esseri umani.

 

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