
16.10.26 – L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha pubblicato ed è disponibile per la consultazione il Rapporto ISTISAN 21/25, dal titolo “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro dei disturbi feto alcolici e della sindrome feto alcolica”, curato da Adele Minutillo, Simona Pichini e Paolo Berretta del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS e soci della SIPaD.
Un documento di fondamentale rilevanza scientifica e clinica che analizza in modo organico la complessa fenomenologia legata al consumo di alcol in gravidanza e alle sue conseguenze sullo sviluppo fetale.
La scelta di condividere e valorizzare questo Rapporto sul sito della Società Italiana Patologie da Dipendenza (SIPaD) risponde a una necessità profonda e non più rinviabile: costruire un ponte solido tra la ricerca scientifica, i professionisti della salute e la cittadinanza.
Chi si occupa quotidianamente di alcol dipendenza nei Servizi e nelle strutture di cura conosce bene quanto lo stigma, la vergogna o la semplice disinformazione possano ostacolare la percezione del rischio, specialmente nelle donne in età fertile e nelle gestanti. L’alcol, sostanza legale e fortemente radicata nelle nostre consuetudini culturali e conviviali, viene spesso percepito come inoffensivo se assunto in modiche quantità. Tuttavia, in ambito gestazionale non esiste una soglia minima di consumo priva di rischio.
Attraverso la rete SIPaD, veicolare questi contenuti significa:
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Fornire agli operatori della salute (medici, psicologi, educatori, infermieri e assistenti sociali) strumenti aggiornati per integrare l’anamnesi alcologica nelle prassi cliniche ordinarie.
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Promuovere la cultura della prevenzione primaria e della diagnosi precoce, indispensabili per prevenire le disabilità secondarie ed evitare diagnosi errate o tardive.
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Sensibilizzare l’opinione pubblica e le famiglie, offrendo un linguaggio limpido, privo di giudizio e orientato all’accoglienza e alla tutela della salute materno-infantile.
Sintesi dei contenuti del Rapporto ISTISAN 21/25
Il volume raccoglie i contributi dei maggiori esperti nazionali del settore e affronta la tematica della FASD (Foetal Alcohol Spectrum Disorders) e della FAS (Foetal Alcohol Syndrome) secondo una prospettiva multidisciplinare.
1. Definizione e quadro clinico generale
Il documento chiarisce il significato di FASD come “termine ombrello” che racchiude differenti manifestazioni cliniche legate all’esposizione prenatale all’alcol: dalla Sindrome Feto Alcolica (FAS), la forma più grave e pienamente espressa con dicroismi facciali, deficit di accrescimento e anomalie neuro-comportamentali, fino alle forme parziali (pFAS), ai disturbi del neurosviluppo (ARND) e ai difetti congeniti alcol-correlati (ARBD). Viene sottolineato anche il ruolo dei meccanismi epigenetici indotti dall’etanolo sullo sviluppo embrionale e cerebrale.
2. Epidemiologia e stato dell’arte
Viene offerta una panoramica dettagliata sui consumi alcolici a livello globale, europeo e nazionale, evidenziando le criticità nel rilevare i reali tassi di prevalenza della FASD. I dati delle sorveglianze nazionali indicano la permanenza di abitudini alcoliche a rischio anche durante la gestazione e l’allattamento, confermando l’urgenza di interventi omogenei su tutto il territorio.
3. Diagnosi precoce e Biomarcatori
Un capitolo centrale è dedicato ai criteri diagnostici clinici (linee guida di Hoyme aggiornate) e all’utilità dei biomarcatori oggettivi:
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L’Etilglucuronide (EtG) nei capelli materni, utile per ricostruire a ritroso il consumo di alcol mese per mese lungo l’intera gestazione.
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L’EtG nel meconio neonatale, biomarcatore fondamentale per confermare la reale esposizione fetale nell’ultimo trimestre di gravidanza. La diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente interventi riabilitativi basati sulla plasticità neuronale del bambino.
4. Trattamenti e modelli di intervento
Il rapporto passa in rassegna i principali percorsi di presa in carico integrata: dai metodi cognitivo-comportamentali (come ABA, TEACCH, Coping Power) al supporto genitoriale (Parent Training), fino all’uso del Counselling Motivazionale da parte degli operatori per favorire percorsi di cambiamento individualizzati e non giudicanti.
5. Prevenzione e rete del valore nella comunità
Si evidenzia la necessità di superare gli approcci puramente informativi, promuovendo strategie di marketing sociale e campagne di sensibilizzazione comunitaria (come le iniziative legate al FASDay o le campagne internazionali quali Too Young To Drink). Un ruolo determinante è affidato alla creazione di una vera e propria “rete del valore” tra istituzioni sanitarie, servizi territoriali, scuole, associazioni di famiglie (come AIDEFAD) e attori sociali.
6. La comunicazione nel sistema di cura
L’ultimo capitolo analizza l’importanza della Comunicazione Non-Violenta (CNV), dell’ascolto empatico e del superamento delle barriere comunicative. Viene sottolineato il valore del lavoro di équipe multidisciplinare e dell’alleanza educativa tra operatori, pazienti e nuclei familiari, affinché la cura si traduca in un’autentica esperienza di sostegno e inclusione sociale.
Un impegno condiviso per la salute di domani
Mettere a disposizione questo documento sulla piattaforma della SIPaD significa rinnovare l’impegno della società scientifica nel contrasto alle patologie da dipendenza e nella tutela della salute delle future generazioni.
La prevenzione della FASD è un obiettivo raggiungibile al 100%: diffondere la conoscenza è il primo, fondamentale passo per rendere questa tutela una realtà diffusa e condivisa.
