13.01.21 – In un breve testo, che segue la pubblicazione ufficiale di inizio mese, presentata al Parlamento “Consumo di alcol nel 2018: i dati della Relazione al Parlamento 2020”, ISS espone alcune difficoltà strutturali che permangono nell’individuazione e nella presa in carico delle persone con dipendenza da alcol. Difficoltà che rischiano di essere messe in ulteriore tensione nella fase post-pandemica, anche se durante l’emergenza sanitaria dei mesi scorsi si sono, in alcune situazioni, sperimentate e attivate nuove modalità d’intervento: “La gestione dei Servizi di alcologia è oggi una competenza regionale per cui non vi è omogeneità territoriale. Nella maggior parte dei casi i Servizi di alcologia si trovano all’interno dei Dipartimenti per le Dipendenze, tuttavia in alcune realtà regionali sono collocati nei Dipartimenti di Salute Mentale. (…) Meno del 10% delle persone in need for treatment sono curati nelle strutture del SSN che fallisce nella cura e riabilitazione del 90% di quanti hanno necessità di un intervento non accessibile sottolineando la necessita di una profonda riorganizzazione funzionale e strutturale delle reti curanti che hanno il compito di evitare una evidente disuguaglianza; nei fatti la dipendenza da l’alcol resta la malattia mentale meno trattata al mondo.
(…omissis…)
copia integrale del testo si può trovare sul sito fonte, al seguente link: RISCHIO ALCOL NEL POST-COVID: UNA NOTA DI ISS | Cesda – Centro studi ricerca e documentazione su droghe, dipendenze e hiv/aids
