01.09.25 – La Provincia di Trento ha adottato una nuova iniziativa rivolta al sostegno delle persone uscite da percorsi riabilitativi per dipendenze, con l’obiettivo di facilitare il loro progressivo rientro nella vita sociale e lavorativa. La decisione è stata formalizzata dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore competente in materia di salute e politiche sociali, Mario Tonina, che ha illustrato l’importanza di un accompagnamento strutturato nella fase immediatamente successiva al trattamento residenziale.

Il provvedimento approvato definisce le linee guida per l’accreditamento di una nuova tipologia di servizio socio-sanitario, volto a fornire un supporto continuativo a chi ha terminato un percorso terapeutico in comunità specializzata. L’idea nasce da un’analisi congiunta condotta dall’Ufficio per l’integrazione socio-sanitaria insieme all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Apss) e ai servizi sociali locali, che ha evidenziato una carenza significativa nell’offerta di strutture di transizione post-riabilitative. Molti individui, infatti, una volta concluso il trattamento, si trovano ad affrontare una fase critica in cui il rischio di ricaduta è elevato, soprattutto a causa della difficoltà di reinserirsi autonomamente nella quotidianità.

Per questo motivo, è stato previsto l’attivazione di una struttura residenziale dal carattere accogliente e familiare, in grado di ospitare le persone per un periodo compreso tra i sei ei dodici mesi. Tale modello intende offrire un ambiente protetto ma non istituzionalizzato, in cui ricevere affiancamento psicosociale, orientamento al lavoro e sostegno nella ricostruzione di relazioni significative. L’assessore Tonina ha sottolineato che il completamento di un percorso riabilitativo non sempre corrisponde a una piena stabilizzazione: spesso, il ritorno alla vita indipendente richiede un supporto temporaneo ma mirato, finalizzato a consolidare i progressi ottenuti e a prevenire fenomeni di esclusione sociale.

Il provvedimento valuta in dettaglio i criteri tecnici, organizzativi e gestionali necessari per l’attivazione e l’accreditamento di questa nuova tipologia di servizio, allineandosi al quadro normativo provinciale in materia di salute mentale, dipendenze patologiche e inclusione sociale. L’Apss, in qualità di ente sanitario responsabile, avrà il compito di verificare che le strutture interessate abbiano standard elevati di qualità, sicurezza e professionalità del personale, secondo quanto previsto dalle disposizioni regionali e nazionali in tema di accreditamento dei servizi socio-sanitari.

Per partecipare, le organizzazioni interessate dovranno presentare domanda entro 60 giorni dall’entrata in vigore della delibera. La documentazione necessaria, comprensiva di moduli e requisiti specifici, è consultabile online nella sezione dedicata al “Accreditamento istituzionale delle strutture socio-sanitarie” sul sito ufficiale della Provincia di Trento ( https://www.provincia.tn.it/ ). Il processo di valutazione e riconoscimento formale dovrà concludersi entro un massimo di 150 giorni dalla presentazione della richiesta, garantendo tempi certi e trasparenza procedurale.

Nel corso del 2026, in fase sperimentale, il servizio sarà finanziato attraverso un fondo annuale assegnato direttamente dalla Provincia, pari a 6.000 euro mensili per struttura accreditata. Tale risorsa coprirà i costi operativi a partire dall’avvio dell’attività fino al 31 dicembre 2026. L’accesso al servizio sarà completamente gratuito per gli utenti, in linea con la natura riabilitativa e reintegrativa dell’intervento, che rientra tra le azioni finalizzate al recupero dell’autonomia personale, sociale e professionale.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio approccio integrato alle politiche sulle dipendenze, che riconosce come il reinserimento sociale sia un elemento fondamentale per il successo a lungo termine dei percorsi di cura. Studi recenti, tra cui quelli promossi dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA), evidenziano che i tassi di ricaduta si riducono in modo significativo quando i pazienti beneficiano di un accompagnamento strutturato dopo la dimissione dalla comunità terapeutica. In particolare, modelli residenziali di transizione, simili a quello ora introdotto in Trentino, hanno dimostrato di migliorare l’occupabilità, ridurre la marginalità e rafforzare la rete di sostegno sociale.

Con questo intervento, la Provincia punta a colmare una lacuna assistenziale critica, promuovendo un sistema di cura più completo, che non si interrompe al termine del trattamento, ma prosegue con un accompagnamento graduale verso l’autonomia. L’obiettivo finale è costruire percorsi di vita sostenibili, in cui la persona non sia più definita dalla sua condizione di fragilità, ma supportata nel riprendere un ruolo attivo e dignitoso nella comunità.

 

 

 

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