L’iniziativa parte dal presupposto che il divertimento è un elemento importante della qualità della vita soprattutto tra i giovani.

Tra questi ultimi esiste un approccio diffuso al consumo di alcol e droghe, incrementato del consumo di sostanze nei luoghi di aggregazione.

Dai dati a dispostone si registra, una spiccata facilità e leggerezza nell’assunzione di sostanze, l’inconsapevolezza sulle conseguenze dell’abuso nonostante le numerose campagne informative, un progressivo abbassamento dell’età media del primo approccio alle sostanze e la riduzione degli incidenti stradali realizzata nel nostro Paese che non riguarda le fasce più giovani della popolazione.

Su questa base è utile predisporre azioni a tutto campo, incardinato su un piano di azioni armonizzate, concertate su tutto il territorio, volte a conciliare la salute e la sicurezza con il tempo libero ed il divertimento.

Per tale approccio, riveste una sua importanza la componente legata alla comunicazione di massa, di cui le campagne informative ne sono l’espressione più significativa.

Le campagne informative sui pericoli derivanti dall’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope sono state istituite con la legge sulla droga del 1990 (Dpr 309).

Costano approssimativamente una decina di miliardi ciascuna e si sono susseguite in questi anni con una certa continuità.

Le prime quattro si sono svolte dal ‘90 al ‘93 e hanno coinvolto anche le scuole, con mostre e pannelli didattici esposti negli istituti di tutta Italia.

Si ricorda di questi anni il tono forte dei contenuti: lo slogan più famoso è forse “Se ti droghi, ti spegni”, accompagnato dai ragazzi con gli occhi bianchi.

Era la seconda campagna nazionale e si può considerare in questo senso una sorta di parentesi concettuale.

La prima aveva avuto infatti un atteggiamento più propositivo: “La vita, ragazzi, non bruciatela con la droga”, e lo stesso tono si afferma con il “claim” della terza campagna:

“Uscire dalla droga, se vuoi. Insieme possiamo”, con ragazzi vestiti di bianco che corrono sulla spiaggia.

Nella campagna successiva è stata la volta di: “No alla droga, questa è la lezione”, attivata dal ministro Contri sotto il governo Amato.

Nel ‘94 si è svolta la quinta campagna, gli spot erano rivolti più direttamente alle famiglie e al ruolo dei genitori come primi educatori.

L’attività del Dipartimento Affari Sociali è proseguita nel ‘95 e nel ‘96 con altre campagne e si è interrotta per un solo anno (‘97) durante il quale si è svolta la II conferenza nazionale sulla droga a Napoli.

Il ‘98 e il ‘99 sono stati gli anni delle prime tre campagne rivolte soprattutto all’uso delle nuove droghe sintetiche.

La settima ebbe come slogan “Fatti furbo, non farti male” e rappresentò una svolta sia nel linguaggio che nelle attività.

Oltre a concentrarsi su un tipo specifico di consumi, la campagna tentò di dialogare con i giovani e gli adolescenti, immettendo anche esplicite azioni di “riduzione del danno” nelle discoteche.

Lo slogan della campagna successiva (l’ottava’99-‘00) era “Io non calo la mia vita”.

La nona campagna – articolata intorno allo slogan “Il vero sballo è dire No” – ne rappresenta la continuazione ideale e si è conclusa alla fine del 2001 dopo aver realizzato un grandissimo numero di iniziative locali e nazionali a cui hanno partecipato anche diverse organizzazioni del non profit.

 

Il progetto nello specifico

Con il progetto Studio Cariddi è stato attivato un “Gruppo di lavoro” denominato “Comunicazione scientifica per la tutela della salute nei luoghi di divertimento”, promosso dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con le Regioni.
La finalità dello studio in oggetto è stato quella di analizzare e valutare il gradimento e soprattutto la comprensione della comunicazione istituzionale – sociale, a livello nazionale ed europeo, in tema di prevenzione per la tutela della salute e della promozione di comportamenti consapevoli fra i giovani.

Circa la composizione del team di lavoro le Regioni (Veneto, Marche, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte) hanno formalmente indicato i nominativi dei loro rappresentanti (professionisti del settore tossicodipendenza, con rappresentata esperienza nel campo della comunicazione) che hanno partecipato all’attività gruppo “Comunicazione scientifica per la tutela della salute nei luoghi di divertimento”, coordinato dal Dott. Paolo Berretta dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma.

Dott. Paolo Bello – ULSS Belluno Veneto
Dott. Federico Donadello – Progetto Fuoriposto Veneto
Dott. Paolo Nanni – AUSL Macerata Marche
Dott.ssa Rachele Donini – ASL 2 Liguria Liguria
Dott. Fabio Scaltritti – Comunità S. Benedetto al Porto Genova Liguria
Dott. Marco Battini – Unità di Prevenzione, Comune di Reggio Emilia Emilia
Dott.ssa Simona Brunelli – AUSL Faenza Emilia
Dott.ssa Carmen Occhetto – ASL Alba Piemonte
Dott. Luca Sibona – ASL Alba Piemonte
Dott. Valentino Merlo – ASL Alba Piemonte

L’obiettivo prefissato della ricerca è stato quello di raccogliere tramite una rilevazione, dati necessari alla redazione di un documento utile per una riflessione su ciò che si è realizzato negli ultimi anni, in termine di specifici prodotti audiovisivi.

 


 

Prima fase

Nei primi incontri del “Gruppo comunicazione” sono stati analizzati i seguenti temi:

1. La comunicazione istituzionale per la tutela della salute nei luoghi del divertimento, analisi dei processi e prospettive per nuove strategie.
2. Il marketing socio/sanitario: linee guida per campagne e progetti creativi ed innovativi, su basi scientifiche per intercettare le esigenze dei pubblici di riferimento.
3. I trend della comunicazione tra pari: l’aspetto underground e l’interpretazione dei processi.
4. Focus sulle attività ed esperienze oggi disponibili.
5. Approccio alla valutazione, ai fini della predisposizione di linee d’orientamento.

L’obiettivo principale degl’incontri è stato quello di raggiungere un consenso sulle modalità di lavoro, tempi e contenuti per la produzione finale di un documento di riflessione e proposizione.
Per l’occasione i partecipanti hanno distribuito ed illustrato i materiali prodotti (vari strumenti di comunicazione in campo socio-sanitario) dalle singole Regione, ideati negli ultimi cinque anni. Tali lavori, oltre che rappresentare le attività concrete di comunicazione effettuata nei singoli territori, si sono rivelati utili come compendio (di attività pregressa) alla redazione del documento finale.

Seconda fase
Nelle riunioni successive, sono state concordate le modalità operative della ricerca.  
In primo luogo si è convenuto sulla necessità di selezionare (con condivisi criteri di linguistica, semiotica, semantica, psicologia dei processi cognitivi, sociologia, antropologia culturale, tecniche di sceneggiatura audiovisiva ed accompagnamento sonoro) una serie di spot nazionali ed europei (15 per l’esattezza, sia sulla droga, che sull’alcol, che sulla guida sicura) estrapolati da due vaste raccolte di cortometraggi e pubblicità, messe a disposizione dal Dott. Sibona referente del Progetto Steadycam della Regione Piemonte e dal Dott. Nanni della Regione Marche.

Individuate le 15 clips (numero utile per effettuare la rilevazione in tempi non troppo lunghi) si è ritenuto opportuno produrre un sopporto DVD (circa 100 unità) di facile divulgazione, ove registrare il programma per la visualizzazione degli spot.
Al fine di migliorare la distribuzione ma soprattutto la facilità di somministrazione sono stati masterizzati anche 300 CD-Rom utili per la visione tramite personal computer.
Il software utilizzato per la visualizzazione del DVD è stato realizzato dai due “esperiti informatici” del gruppo che hanno studiato un’appropriata architettura di “navigazione” ed una moderna veste grafica al fine di rendere il prodotto appetibile e di semplice comprensione.

Simultaneamente è stata ideata una scheda di rilevazione relativa al gradimento ed alla valutazione degli spot da somministrare ai target di riferimento (giovani dai 12 ai 35 anni ed operatori del settore).
La scheda che ogni somministratore personalizza con la sua sigla ed il numero progressivo è composta da solo due dati dell’intervistato (età e sesso) e da quindici sezioni riportanti i titoli degli spot presenti sul DVD.
Ai target viene chiesto di esprimere il proprio giudizio, con cinque domande (1) Quanto ti è piaciuto lo spot; 2) Ti è piaciuto il messaggio che veicola; 3) Lo giudichi di immediata  comprensione; 4) Quanto il linguaggio ti è sembrato efficace in parole, metafore, immagini, musica e ritmo; 5) Cosa cambieresti per migliorarlo) per ogni singola clip visionata.
Il gradimento è espresso attraverso la possibilità di barrare le caselle, per niente, poco, abbastanza, molto.
E’ stato redatto, infine, un briefing utile come guida per il somministratore, dove sono state trascritte le regole di distribuzione del questionario, le modalità di visione e le modalità di compilazione (per assicurare una standardizzazione della metodologia.

Terza fase
Ogni referente regionale ha provveduto a fornire agli sperimentatori sul territorio gli strumenti necessari per raggiungere i diversi setting (DVD, schede e guida alla somministrazione).
La rilevazione ha previsto 2 due fasi:
Fase 1) Rilevazione nell’ambito degli operatori.
Fase 2) Rilevazione nell’ambito dei diversi target in setting differenti.
Ai fini di una armonizzazione della procedure di rilevamento (e per la validazione degli strumenti di lavoro) sono state concordate delle regole.

1) Per ciò che concerne la visione degli spot pubblicitari, è importante non far precedere o accompagnare la visione con commenti di alcun tipo sui singoli spot.
2) La proiezione di tutti gli spot deve essere effettuata singolarmente ed in maniera possibilmente casuale. Considerato che alcune campagne sono composte da più spot (nel caso in cui sia necessario ridurre i tempi
della visione), il somministratore può far visionare solo il primo spot di una serie.
3) Fondamentale è far esprimere il giudizio sulla scheda di rilevazione al termine di ciascun spot.
4) Bisogna evitare commenti sia da parte di chi somministra, che dei partecipanti, prima che ciascuno abbia riportato sulla scheda il proprio giudizio.
5) Al termine della seduta il somministratore registra in forma di note e di commento (nello spazio sottostante appositamente dedicato) il giudizio complessivo espresso dell’assemblea, con particolare attenzione ai suggerimenti e proposte circa “elementi” condivisi giudicati utili nelle future campagne (es. un’immagine di particolare efficacia/gradimento, ecc.).
6) Il briefing accompagna le schede relative ad ogni singola seduta.

Quarta fase
Nelle ultime riunioni del gruppo sono stati esaminati i seguenti punti:
• Valutazione dei dati della rilevazione, ai fini della predisposizione di linee d’orientamento.
• Trend della comunicazione tra pari (e la visione degli operatori): l’interpretazione dei processi.
• La comunicazione istituzionale per la tutela della salute nei luoghi del divertimento, analisi dei processi e prospettive per nuove strategie.
• Focus sulle attività ed esperienze oggi disponibili.

 

File PDF – Comunicazione scientifica per la tutela della salute nei luoghi di divertimento