11.10.22 – Avvicinandosi la fine dell’anno, è prassi consolidata che si cominci a tracciare un primo sommario bilancio sull’andamento della delittuosità nel nostro paese e si facciano alcune valutazioni sull’attività di prevenzione generale svolta dalle forze di polizia nelle singole realtà territoriali.

Lo spunto ci viene dato dal servizio giornalistico sull’indice della criminalità nelle varie province pubblicato alcuni giorni fa su Il Sole24Ore.

Sulla scorta dei dati statistici elaborati dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza (Ministero dell’Interno) e relativi ai delitti denunciati nel 2021, si rileva un calo in ben 104 province e anche nel primo semestre del 2022 i dati confermano la flessione in corso dal 2013, tranne alcuni delitti (nel 2013 si registrò il maggior numero di delitti denunciati, oltre 2.800.000).

Sono 5.764 i delitti denunciati mediamente ogni giorno nel 2022 (5.393 nel 2021) e di questi ben 2.447 sono i furti nelle varie tipologie (borseggi, scippi, furti nelle case, negli esercizi commerciali ecc..) seguiti da truffe e frodi informatiche (689 in media al giorno).

La terapia più efficace per migliorare il livello di sicurezza pubblica altrimenti destinato a peggiorare, è quella di mettere in campo più poliziotti e carabinieri nel controllo dinamico del territorio e sul punto si profila una situazione a dir poco drammatica come ha annunciato alcune settimane fa, in piena campagna elettorale, il sottosegretario all’interno Molteni parlando di circa 40mila poliziotti dei vari ruoli, sul totale di 100mila unità, che entro il 2030 andranno in pensione per raggiunti limiti di età.

Un “buco” che sarà impossibile colmare con le attuali cadenze annuali negli arruolamenti (è di questi giorni la pubblicazione di un arruolamento appena di poco più di mille agenti), con le procedure fissate e con la ricettività nei vari istituti di formazione della Polizia di Stato per cui, anche in una previsione ottimistica, non si arriverà neanche a ricoprire il 50% del vuoto che si verrà a creare nell’organico della Istituzione.

Solo con adeguate risorse umane si potrà cercare di fare un argine ad una criminalità di strada, predatoria sempre più arrogante.

Le telecamere di sorveglianza nelle strade possono essere utili post delictum per identificare gli autori di un crimine (la percentuale degli autori scoperti di vari delitti si aggira intorno al 25% del totale), ma quello che più conta è la prevenzione di reati che si ottiene solo con una presenza visibile e attiva di agenti sulle strade urbane ed extraurbane.

Su queste ultime arterie (e sulle autostrade) un ruolo importante spetta alla Polizia Stradale perché i delinquenti si spostano con le autovetture ed in questo senso andrebbero potenziati i distaccamenti e le sottosezioni della Polstrada che, in molti contesti territoriali sono ridotti al lumicino.

Organici inadeguati denunciano alcuni sindacati di polizia (a Forlì-Cesena), mentre si torna a parlare di (inutili) “controlli di vicinato” dei cittadini (a Guastalla) e di (inutili) protocolli d’intesa tra istituzioni locali ed enti vari.

Ho accennato ad una presenza attiva, laboriosa dei servizi su strada delle forze dell’ordine e questo si può conseguire facendo affidamento in primis sula passione ed entusiasmo degli operatori ma anche su una costante e attenta azione di stimolo e di controllo sui servizi da parte dei singoli dirigenti gli uffici/comandi (e sul punto ci sono ancora carenze).

Ci attendono mesi duri per la gravissima situazione economica e sociale innescata dalla guerra in Ucraina e temo che anche il livello di insicurezza pubblica peggiorerà di molto.

 

Per SIPaD – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).