02.08.21 – Quando si parla di droghe, c’è un problema che viene spesso dimenticato: l’inquinamento collegato alla produzione di quelle sintetiche. “I rischi per l’ambiente sono molto più importanti oggi di 5 o 10 anni fa”, ricorda Alexis Goosdell, direttore dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda). In occasione della giornata internazionale contro l‘abuso e il traffico illecito di droghe, il centro ha riscontrato nel 2020 una diminuzione dell’uso di amfetamine e Mdma, ma con le graduali riaperture, il consumo è tornato ad aumentare.

Belgio e Paesi Bassi sono i principali produttori di Mdma e anfetamine e soffrono di un flusso invisibile di rifiuti dalla produzione di droghe illecite. Negli ultimi cinque anni, oltre 450 laboratori per sintetizzare le droghe sono stati trovati e smantellati, con un costo medio di circa 20mila euro a intervento. Tuttavia restano fuori i costi per l’ambiente. “Il rischio ambientale non è stato uno dei principali problemi identificati a livello europeo fino a oggi. Questo è un problema prevalentemente per le autorità belghe, olandesi e polacche”, prosegue Goosdell.

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