05.05.21 – Alcune smart drugs attualmente in commercio, confermano gli esperti, sono “in grado di alterare le capacità e le attività cognitive. L’obiettivo- chiariscono – è quello di potenziare il rilascio di agenti neurochimici e implementare l’apporto di ossigeno al cervello”.
Tuttavia, tengono a sottolineare immediatamente gli psicologi, “queste sostanze potrebbero avere effetti collaterali sul nostro sistema nervoso centrale. Ad oggi ancora non sono state raccolte forti evidenze scientifiche che riescano a identificare chiaramente gli effetti indesiderati più gravi. La maggior parte di esse – prosegue il team di ‘Lontani ma vini’- non è sottoposta allo stringente iter regolatorio che devono seguire i farmaci, per questo è difficile monitorare gli effetti collaterali”.
Sebbene “qualche studio recente riporti dei miglioramenti apparenti nelle prestazioni dopo le prime assunzioni, queste sostanze – ribadiscono gli psicologi – causano una diminuzione della plasticità cerebrale che nel lungo termine potrebbe portare ad una regressione cognitiva”.
Entrando nello specifico delle difficoltà riportate dall’autore del messaggio e dopo avergli fortemente sconsigliato di assumere sostanze le cui conseguenze non sono note né prevedibili, gli esperti gli consigliano di rivolgersi a uno psicologo per valutare “le tue difficoltà di attenzione e concentrazione e capire se siano legate ad uno stato di ansia particolare o se rientrino in un disturbo di apprendimento. Una giusta valutazione – assicurano – ti aiuterà a trovare delle strategie cognitive ed emotive più funzionali”.
(…omissis…)
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