Il Governo cinese, soprattutto nell’ultimo anno, ha preso decisamente maggiore consapevolezza del problema sul traffico/spaccio e consumo di droghe passando al “contrattacco” con una serie di provvedimenti sia sul piano della prevenzione che della repressione. Sono state, così, emanate la risoluzione “6-27” (indicate semplicemente con numeri), finalizzata ad una adeguata attività informativa ed educativa nei confronti dei giovani e la “8-31”, destinata ad innovare la gestione dei centri di recupero dei tossicodipendenti considerati non più “malati mentali” ma persone bisognose di attenzione e di riabilitazione. Altre due risoluzioni, la “4-14” e la “5-14” sono state rivolte, rispettivamente, ad un’azione di contrasto  della produzione- spaccio di stupefacenti nelle cento città maggiori e a quella di repressione nella vendita di droghe tramite internet. I dati statistici del 2015 sulle attività antidroga evidenziano un fenomeno in crescita rispetto all’anno prima con 194mila persone arrestate (13,2% in più) e poco più di 102 ton. di stupefacenti intercettati (più 48,7% rispetto al 2014). Sono stati 1.927 gli stranieri finiti nelle carceri cinesi per delitti collegati alle droghe  e circa 13 le tonnellate sequestrate complessivamente provenienti dal Myanmar, Vietnam, Nigeria e Pakistan.La cocaina non è ancora una droga particolarmente richiesta ma i sequestri di circa cento chilogrammi registrati in nove province cinesi nel decorso anno (con 202 persone arrestate) sono il chiaro segnale che qualche piccolo segmento della popolazione ha iniziato a consumarla.

Da sottolineare che il 77,3% del totale delle droghe sequestrate ha riguardato quelle sintetiche (79ton.). L’identificazione di molti assuntori di droghe – oltre 500mila persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni – ha portato il numero ufficiale di tossicodipendenti a 1.062.000 ( le stime non ufficiali parlano, invece, di oltre 12milioni, numero che appare più reale tenuto conto della popolazione globale), con un’alta percentuale (80,5%) che assume droghe sintetiche, il 17,4% consumatore di eroina ed oppiacei e il 2,1% di altre droghe. Un dato meritevole di riflessione è sicuramente quel 69,5% di assuntori, sul totale segnalato, risultati “disoccupati”, presumibilmente “vittime” di quel profondo disagio sociale che ancora caratterizza ampi strati della popolazione, ai quali vanno sommati quel 17,3% di contadini sottoposti a stressanti ritmi lavorativi. Percentuali inferiori riguardano gli operai (4,7%), gli imprenditori (3,4%) e gli impiegati (3,2%).

La criminalità cinese del narcotraffico è diventata, da alcuni anni ormai, particolarmente intraprendente e rileva anche numerose presenze in campo internazionale dove si avvale di comunità stanziali. Nel paese, sempre nel corso del 2015, sono state disarticolate circa 5.800 gruppi di narcotrafficanti (un più 18% rispetto al 2014) con l’arresto di 16mila persone accusate di far parte della criminalità organizzata ( un incremento del 54% rispetto al 2014), in particolare delle Triadi che hanno rinsaldato contatti, già stretti, con i narcos messicani.  Un incremento sensibile si è avuto anche nel commercio on line di stupefacenti con l’individuazione di 256 server-provider, 832 siti oscurati e oltre 5milioni di account sigillati che hanno portato a 36mila arresti e al sequestro di 4,3 ton di varie droghe e a 10ton di sostanze chimiche utilizzate nei processi di produzione e raffinazione delle droghe.

E’ sensibilmente migliorato con l’Italia lo scambio informativo sul narcotraffico grazie anche alla presenza a Pechino –  da circa due anni –  di un ufficiale delle nostre forze di polizia designato come esperto dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (Dipartimento della Pubblica Sicurezza).  Non si hanno notizie di arresti per narcotraffico di nostri connazionali in Cina mentre sul nostro territorio, in operazioni antidroga, dal 2013 ad oggi, sono stati arrestati 169 cinesi e sequestrati circa 150 kg di stupefacenti, in gran parte marijuana, oltre a 2mila pasticche di ecstasy e a 20mila dosi di amfetamine.

 

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).