In Europa le mafie hanno consolidato vere e proprie agenzie di rappresentanza per curare i loro interessi, su tutti quelli collegati al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di denaro. Così la ‘ndrangheta che continua ad avere un ruolo centrale nel narcotraffico internazionale e “..grazie al rapporto privilegiato (…) con le organizzazioni criminali del Sud America..”utilizza la Spagna “per riciclare denaro di provenienza illecita e coprire la latitanza dei suoi accoliti”. E’ quanto annota l’ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) citando alcune importanti operazioni antidroga (Miracolo, Bellavista, Ares, Pret a Porter 2016) condotte nel 2018 da Polizia di Stato e Carabinieri.
Territorio spagnolo che ha esercitato un speciale attrazione anche per la camorra che nelle zone della Costa del Sol e della Costa Brava ( ma anche nelle Canarie) ha riciclato denaro sporco realizzando importanti investimenti immobiliari. Presenze di cosa nostra oltre che a Costa del Sol, a Torremolinos, mentre la c.o. pugliese si sta facendo spazio come emerso nella operazione Orione condotta dalla DDA di Lecce. Interessi anche in Francia, a Vallauris e nella Guayana francese dove la ‘ndrangheta “starebbe realizzando legami con la criminalità francese, marsigliese in particolare, per sviluppare il traffico di droga”. La criminalità campana è presente in Costa Azzurra. Regno Unito, Slovenia, Croazia, Romania e Repubblica Ceca sono state al centro di indagini ( operazioni Vello d’Oro, Martingala, Piano B, Galassia, Pietra Filosofale) che hanno portato all’arresto per riciclaggio e auto-riciclaggio di diversi appartenenti alla ‘ndrangheta e alla camorra. Mafie italiane ( e criminalità albanese) sono presenti in Belgio (aree di Moris, Charleroi, Hainant e Liegi).
Cosche calabresi sono attive nei Paesi Bassi come emerso nelle operazioni Kruppy, Acero Connection), in Svizzera, in Germania (a Francoforte, Engen, Baden-Wuttemberg, Turingia, Sassonia,Baviera, Assia ecc..) dove la ‘ndrangheta è stata “clonata” realizzando strutture analoghe a quelle del territorio di origine. E la DIA nella puntuale esposizione fatta, parla di mafie nostrane presenti in Austria,Repubblica Slovacca, Repubblica Ceca, Albania, Romania, Malta, ma anche in “aree extra Europa” come in Canada con presenze di cosa nostra, in particolare a Montreal dove avrebbe assunto addirittura “una realtà criminale autonoma rispetto a quella siciliana) mentre nel comprensorio di Toronto sono operative cosche calabresi che hanno “..focalizzato i propri interessi nel gioco d’azzardo, nell’usura, nelle estorsioni nei confronti della locale comunità italiana..”.
Negli USA le strategie mafiose sonno affidate alle famiglie di New York (Bonanno, Colombo, Gambino, Genovese, Lucchese), a quella di Newark (De Cavalcante), alla cosa nostra di Filadelfia e al “Chicago Outfit”. Cartelli colombiani e messicani fanno buoni affari con il traffico di cocaina con esponenti della criminalità calabrese, campana, siciliana ( quest’ultima ben radicata in Venezuela) come emerso anche in una delle ultime operazioni antidroga (European ‘ndrangheta connection del dicembre 2018). C’è, poi l’Australia dove la mafia calabrese “si conferma la principale organizzazione mafiosa italiana presente” e gli Emirati Arabi dove gli interessi dei mafiosi italiani risulterebbero “collegati prevalentemente alle difficoltà di estradizione”. Altri spazi per la c.o. italiana si stanno aprendo anche in Giappone, in Cina, in Russia in quel processo di mondializzazione delle mafie che è il grande pericolo per la sopravvivenza della democrazia , delle istituzioni e delle strutture della società civile di gran parte dei Paesi del mondo.
Per SIPaD – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).
