19-12-19 – Stando ai dati, sia pure non consolidati, elaborati dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) il 9 dicembre scorso sull’azione di repressione svolta dalle forze di polizia e dalle dogane in ambito nazionale, i sequestri di cocaina, 7.561,596kg di quest’anno, rappresentano il record assoluto per il nostro paese. In generale, infatti, negli ultimi venti anni la media annuale si era attestata intorno ai 4.500kg con il picco di 6.348,43kg del 2011. Il mercato italiano continua ad essere rifornito per la maggior parte dalla cocaina di produzione colombiana che proviene , oltre che dalla stessa Colombia, dal Brasile, Ecuador, Spagna, Argentina, Repubblica Dominicana, Olanda. Ai due ingenti sequestri avvenuti a gennaio nei due porti di Genova (oltre 2.000kg) e di Livorno (620kg), si sono sommati quelli di novembre, ancora a Livorno con oltre 450kg e nel porto di Gioia Tauro con 1.200kg. Le indagini sono ancora in corso ma è scontata la gestione della ‘ndrangheta per traffici di questa portata che interessano, in realtà, non soltanto alcuni porti italiani ma anche quelli di altri paesi dell’UE. E’ quanto si rileva dalla Relazione europea sulla droga 2019 ( ma i dati sono del 2017) curata dall’EMCDDA di Lisbona, secondo cui sono stati  oltre 44mila i kg di cocaina sequestrati nei porti belgi, più di 40 mila quelli intercettati nei porti spagnoli, 17mila quelli scoperti nei porti francesi e oltre 14mila i kg bloccati in quelli olandesi, per un  totale in tutta l’UE di poco più di 140.000kg di cocaina. Traffico e spaccio di cocaina che, da noi, vedono coinvolti in prevalenza italiani (circa il 60% sul totale delle persone denunciate all’a.g. in questi primi undici mesi del 2019) mentre il restante 40% è di nazionalità straniera, in particolare albanese, marocchina, tunisina, nigeriana, senegalese. Oltre ai sequestri delle droghe “tradizionali” ( 558kg di eroina, 19.523kg di hashish e 19.826kg di marijuana) e di quelle sintetiche ( 50.816 pillole e circa 75 kg in polvere), si rilevano incrementi apprezzabili anche nei sequestri che la DCSA cataloga come “altre droghe” e che nel 2019 sono già state 4.696 compresse e 560,917 kg. Si è trattato, per lo più di bulbi di papavero (una volta essiccati possono contenere tracce di morfina),di khat,di ketamina, di metadone, di rivotril (clonazepam), un farmaco a base di benzodiazepina venduto come droga di strada, di xanax (alprazolam), di oppio. Il tema delle droghe, peraltro, di tanto in tanto, è oggetto di speciale attenzione politica con tentativi di realizzare quello “sdoganamento culturale”, molto pericoloso, cui aveva fatto cenno un paio di mesi fa lo stesso Capo della Polizia a San Patrignano. E’, così, naufragato , almeno per ora, il tentativo di inserire la commercializzazione della cannabis light nella legge di bilancio approvata al Senato il 16 dicembre. Punto che ha indotto qualche parlamentare a parlare di pericolo scampato di uno “Stato spacciatore” dimenticando un altro aspetto, pure importante, ma ignorato che la ricchezza del nostro Paese (il PIL) si alimenta già, da alcuni anni, dei proventi illeciti (stimati) derivanti dal narcotraffico oltre che dalla prostituzione e dal contrabbando di sigarette. E su questo nessuno batte ciglio.

 

Per SIPaD – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).