25.02.26 – Nel panorama dell’assistenza socio-sanitaria della provincia di Varese, un’organizzazione cooperativa ha recentemente commemorato un significativo anniversario, segnando quattro decenni di operatività ininterrotta. L’ente, attivo dal 1986, ha modificato la propria struttura e i propri interventi per adattarsi ai mutamenti della società, passando dalla gestione delle tossicodipendenze da sostanze chimiche al trattamento delle dipendenze comportamentali legate alla tecnologia.
Sviluppo Strutturale e Organizzativo Quella che iniziò come una risposta locale all’emergenza narcotici degli anni Ottanta – un periodo storico caratterizzato in Italia da un elevato tasso di mortalità legato all’uso di oppiacei – si è consolidata in una realtà complessa. Attualmente, la struttura opera su quattro distinti poli territoriali situati nel capoluogo e nelle frazioni limitrofe (nello specifico le aree di Bregazzana e Cantello). La crescita dimensionale è evidenziata dai dati di capacità ricettiva: se all’atto della fondazione i posti disponibili erano limitati a cinque unità, oggi la capienza raggiunge i 150 utenti contemporanei. Per sostenere questa mole di attività, l’organico si avvale di 77 professionisti assunti direttamente, affiancati da 35 figure in regime di collaborazione esterna.
La governance dell’ente ha sottolineato il ruolo fondamentale dei soci originari, tra cui spicca la figura di Marco Giovannelli, che ha contribuito a delineare la missione iniziale. Un riconoscimento particolare è stato rivolto a don Michele Barban, il quale ha supervisionato le attività della cooperativa per oltre tre decenni, garantendo continuità operativa. La presidenza attuale, affidata a Emilio Curtò, ha evidenziato come la trasformazione dell’ente rifletta i cambiamenti epidemiologici nel campo delle dipendenze patologiche.
Nuovi Orientamenti Terapeutici e Spazi In occasione della ricorrenza, la direzione ha presentato una strategia di comunicazione volta a rafforzare il legame con il tessuto sociale locale, definita come un progetto di apertura verso la comunità. Parallelamente, è stata resa operativa una nuova struttura interna denominata “Sala Convivio”. Secondo la direzione sanitaria, coordinata da Giovanni Croci, questo ambiente non ha una mera funzione logistica, ma risponde a precisi criteri di terapia occupazionale e relazionale. L’obiettivo è utilizzare la condivisione di momenti quotidiani e l’estetica degli spazi come strumenti di riabilitazione, favorendo il reintegro sociale attraverso la cura delle interazioni umane. La direzione generale, guidata da Maria Raffaella Valenti, ha confermato che l’approccio clinico integra competenze tecniche con una forte attenzione alla dimensione empatica.
Analisi dei Dati e Trend Epidemiologici I report relativi all’anno 2025 indicano un volume totale di utenza pari a 3.465 individui assistiti attraverso i vari canali di servizio. Analizzando la segmentazione di questa utenza, emergono dati specifici:
- L’area dedicata alle dipendenze patologiche segue 197 persone.
- All’interno di questo gruppo, la fascia demografica compresa tra i 18 e i 24 anni rappresenta il 12% del totale, segnalando un coinvolgimento significativo della prima età adulta.
- I servizi di consulenza familiare e individuale (consultorio) hanno raggiunto 1.032 beneficiari.
- Le attività di prevenzione ambulatoriale hanno interessato 167 soggetti.
Il Passaggio dalle Sostanze al Digitale Un elemento centrale discusso durante le celebrazioni riguarda la mutazione della natura delle dipendenze. Mentre negli anni Ottanta la priorità era contrastare la diffusione dell’eroina, oggi i clinici osservano un incremento delle patologie legate all’uso compulsivo della rete e dei social media. Questo fenomeno è coerente con i dati nazionali riportati dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, che evidenziano come le dipendenze senza sostanza (behavioral addictions) siano in crescita, specialmente tra i minori e i giovani adulti. L’isolamento sociale e l’iperconnessione sono identificati come fattori di rischio primari.
Per approfondire queste tematiche, l’organizzazione ha programmato un ciclo di incontri specialistici previsto per il mese di ottobre, durante il quale esperti analizzeranno l’impatto psicologico delle tecnologie digitali. Inoltre, è prevista la pubblicazione di un volume editoriale che raccoglierà le testimonianze e i dati storici dell’associazione, presentato ufficialmente nel fine settimana successivo all’annuncio.
Contesto Normativo e Sociale È utile notare che enti come questo operano nel quadro della Legge 381/1991, che regola le cooperative sociali in Italia, permettendo loro di gestire servizi socio-sanitari in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. La longevità del Centro Gulliver dimostra la sostenibilità di questo modello di welfare, dove il privato sociale affianca le istituzioni pubbliche. La capacità di evolversi da un modello di “comunità di recupero” tradizionale a un centro polifunzionale per la salute mentale e le nuove dipendenze rappresenta un caso studio rilevante per il settore del non-profit lombardo. La sfida futura risiederà nell’adeguare i protocolli terapeutici a patologie, come la dipendenza da gaming o da social network, che non presentano marcatori biologici immediati come le sostanze stupefacenti, ma richiedono approcci psicologici e educativi innovativi.
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