
26.11.21 – Secondo l’Unicef, a livello globale, almeno 1 bambino su 7 è stato colpito dai lockdown, mentre più di 1,6 miliardi hanno perso parte della loro istruzione.
Disturbi del linguaggio, dell’apprendimento e dello spettro autistico. Disabilità intellettiva, epilessia, disturbi neurologici, malattie rare e dello sviluppo, disturbi psichiatrici, depressione e conseguenti atti autolesivi e tentativi di suicidio. I disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono estremamente frequenti e in Italia colpiscono quasi 2 milioni di bambini e ragazzi (1.857.492), il 20% della popolazione infantile e adolescenziale tra 0 e 17 anni.
Dati piuttosto seri, che vanno presi con estrema attenzione. Secondo la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia), l’aggravante è stata senza dubbio la pandemia e tutto quello che ha comportato: lockdown, mancate relazioni sociali e stop all’istruzione.
La salute neuropsichica dei bambini deve avere la giusta attenzione. Basti pensare che in meno di dieci anni è raddoppiato il numero degli utenti seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Npia), con una prevalenza di accesso 4 volte superiore a quella dei servizi di salute mentale adulti e 8 volte superiore a quella dei servizi per le dipendenze patologiche.
Un trend in vistosa crescita a cui contribuisce la maggiore consapevolezza della popolazione, il cambiamento dei criteri diagnostici, l’introduzione di strategie di screening e di individuazione precoce, ma anche l’impatto della pandemia e delle restrizioni.
Copia integrale del testo si può trovare sul sito fonte, al seguente link.
Foto di Hamed Mehrnik da Pixabay
