
04.11.24 – Quattrocento operatori dei Servizi per le dipendenze (SerD) sono impegnati ad aggiornare la fotografia del fenomeno ea condividere modelli di intervento più adeguati ed efficaci a rispondere alle nuove dipendenze. Cosa dicono i dati sulle modalità di consumo, quali sono i costi sociali e sanitari delle dipendenze non trattate in modo precoce, come funziona il sistema di allerta precoce sulle nuove sostanze psicoattive, come usare queste prove per migliorare l’offerta di cura. L’ampia riflessione ha visto impegnate le massime esperte di organizzazioni di ricerca europee e nazionali, dall’Osservatorio europeo sulle dipendenze di Lisbona, al Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, fino al Centro Nazionale Ricerche, all’Istituto Superiore di sanità, all ‘Osservatorio OISED.
Dalle relazioni è emerso quanto sia ancora lunga la strada da fare perché questo settore specialistico venga correttamente riconosciuto come nodo strategico di una nuova sanità territoriale. Appare chiaro che gli investimenti pubblici a favore dei SerD risultano insufficienti ad offrire risposte preventive e di cura in linea con le nuove esigenze dei cittadini e non consentono di assicurare i livelli essenziali di assistenza in tutte le regioni.
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