14.08.26 – La Regione Veneto, con la DGR n. 837 del 28 luglio 2026, compie una scelta di particolare rilievo per il futuro dei servizi per le dipendenze: consolidare e rafforzare il Dipartimento funzionale per le Dipendenze, valorizzandone la specificità clinica, organizzativa e intersettoriale e riconoscendogli una funzione di governo della rete pubblico–privato sociale accreditato. Non è soltanto una scelta organizzativa.
È, a nostro avviso, una scelta culturale e di politica sanitaria.
La Regione Veneto riconosce infatti che le dipendenze non possono essere affrontate attraverso una semplice sommatoria di servizi, ma richiedono una governance integrata, capace di collegare prevenzione, diagnosi, trattamento, riabilitazione, prossimità e reinserimento sociale.

Il modello individuato prevede un Dipartimento chiamato a svolgere una vera funzione di cabina di regia clinica, organizzativa e programmatoria, attraverso obiettivi comuni, procedure condivise, standard di qualità, raccolta sistematica dei dati e valutazione degli esiti. È particolarmente importante anche il riconoscimento del ruolo del privato sociale accreditato, considerato componente essenziale della rete e corresponsabile dell’erogazione dei LEA, della presa in carico residenziale, semiresidenziale e territoriale, degli interventi di prossimità e della continuità dei percorsi.

Il Veneto parte da una realtà importante: 9 Dipartimenti funzionali, 38 Ser.D e 106 Comunità Terapeutiche costituiscono il sistema regionale per le dipendenze, all’interno di una rete che comprende servizi sanitari e sociali, enti locali, scuola, giustizia, salute mentale, neuropsichiatria infantile, sanità penitenziaria, lavoro e Terzo Settore.
Ma il punto più interessante della deliberazione è forse un altro.
La persona con una dipendenza viene riconosciuta nella sua complessità clinica e sociale.
Le traiettorie assistenziali non sono lineari. Una persona può interrompere un trattamento, riprenderlo, modificare il proprio bisogno assistenziale, sviluppare una comorbilità psichiatrica, attraversare condizioni di marginalità o entrare in contatto con il sistema della giustizia.
Per questo servono continuità, flessibilità, integrazione e responsabilità condivise. La DGR richiama inoltre la necessità di includere nel sistema non soltanto i disturbi da uso di sostanze, ma anche gioco d’azzardo, gaming, uso problematico delle tecnologie digitali e nuove forme di comportamento additivo.

 

UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA TUTTA L’ITALIA

SIPaD ritiene che questa scelta debba essere discussa oltre i confini regionali.
La VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze ha indicato la necessità di rafforzare l’architettura istituzionale e di costruire una regia multilivello più stabile, anche attraverso Dipartimenti delle Dipendenze in grado di garantire uniformità di accesso, qualità dei servizi e attuazione dei LEA. Il Veneto ha deciso di dare a questo indirizzo una concreta traduzione organizzativa.
È un passaggio che merita attenzione.
Perché oggi il problema non è soltanto quanti servizi abbiamo, ma quanto questi servizi siano realmente capaci di funzionare come un sistema.

E un sistema efficace richiede:

  • una governance chiara;
  • responsabilità definite;
  • competenze specialistiche dedicate;
  • équipe multiprofessionali stabili;
  • integrazione tra pubblico e privato sociale accreditato;
  • percorsi assistenziali condivisi;
  • sistemi informativi interoperabili;
  • valutazione degli esiti;
  • prossimità e accessibilità;
  • riduzione delle disuguaglianze territoriali.

SIPaD considera particolarmente importante che questa evoluzione avvenga senza perdere di vista la specificità clinica della medicina delle dipendenze.
La dipendenza è una condizione sanitaria complessa, spesso cronica e recidivante, che richiede competenze specialistiche, evidence-based practice e continuità terapeutica. Allo stesso tempo, nessun intervento clinico può essere efficace se non viene inserito in una rete capace di affrontare le dimensioni psicologiche, familiari, sociali, educative e lavorative della persona.

 

DAL MODELLO REGIONALE A UNA RIFLESSIONE NAZIONALE

La scelta del Veneto può quindi rappresentare un laboratorio.
Non necessariamente un modello da replicare in modo uniforme, ma certamente un’esperienza da valutare, monitorare e confrontare.
SIPaD ritiene che sia arrivato il momento di aprire un confronto nazionale sulla governance delle dipendenze, coinvolgendo Regioni, Ministero della Salute, Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, Ser.D, Comunità Terapeutiche, Terzo Settore, società scientifiche e professionisti.

Perché la vera sfida dei prossimi anni non sarà soltanto affrontare nuove sostanze o nuove dipendenze.
Sarà costruire un sistema nazionale delle dipendenze più integrato, competente, accessibile e capace di misurare ciò che produce.
La DGR Veneto 837/2026 ci offre un’occasione concreta per discuterne.

SIPaD ritiene che questa discussione debba iniziare ora.