18.02.22 – Il problema di chi soffre di un disturbo da dipendenza non è soltanto il pensiero che si mostra costantemente polarizzato sull’oggetto del proprio bisogno ma è la necessità fisica che, poco a poco, si fa strada nel paziente. La necessità fisica dell’oggetto del quale abusa. Quando si parla di “craving” ci si riferisce, appunto, alle sensazioni di bisogno impellente, improvviso ed irrinunciabile che tutti i pazienti addicted riferiscono di provare. E proprio i pazienti rappresentano questa condizione morbosa quando dicono frasi come : “Non ce la faccio”; “Non riesco a farne a meno”; “E’ più forte di me”; “Vorrei smettere, ci provo anche, ma poi non riesco a resistere”. Tutte queste espressioni e altre della stessa natura ci descrivono molto bene come i soggetti con dipendenza non avvertono soltanto una anomalia nei loro pensieri e nei loro desideri, se così fosse sarebbe molto più facile abbandonare la dipendenza. I pazienti provano una condizione di bisogno fisico dell’oggetto che, se assente, fa sì che il dipendente sperimenti sensazioni di sofferenza fisica che sono diverse a seconda dell’oggetto della dipendenza ma che, in ogni caso, inducono una notevole pena. Questo è il craving. Il nemico numero uno di chiunque voglia sconfiggere una dipendenza.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay