
13.11.23 – Le relazioni online consentono alle persone di interagire con i dispositivi tecnologici in qualsiasi momento della giornata. Questa attività permette anche di camuffarsi dietro molteplici identità, atteggiamento che pone il soggetto in contrasto con la maggior parte delle relazioni interpersonali che sarebbero ostacolate da obblighi lavorativi, domestici, faccende quotidiane e altre responsabilità.
Nelle persone con questa dipendenza è presente una forte pulsione per stabilire relazioni attraverso i social network, siti di incontri, le chat che sovente pregiudica la volontà di costruire nella realtà dei legami stabili.
La distanza fisica e l’anonimato consentono una versione virtuale del proprio io, sicuramente più accattivante rispetto a quella reale. Situazione che di fatto incuriosisce e coinvolgere gli altri utenti.
Ciò determina che gli stessi soggetti che hanno difficoltà di interazione con gli altri nella vita reale, risultando spesso goffi e insicuri, in Rete riscuotano successo, con centinaia di seguaci e amici virtuali.
Altri soggetti, invece, vedono nella Rete la possibilità di esplorare ed esprimere aspetti della propria personalità che vengono invece controllati e inibiti nella vita reale.
L’analisi seppur sommaria della letteratura scientifica non consente di condividere dati di prevalenza e/o strumenti di screening per questo costrutto.
Tema che appare relativamente poco studiato se non in associazione con i costrutti di social media addiction e cyberbullismo, lasciando intuire un forte interesse della comunità scientifica sulle correlazioni tra questi costrutti.
Per ciò che attiene la Social Media Addiction si stima che siano 4,66 miliardi le persone che nel globo accedono ad Internet, con un incremento del 7,3% (o 316 milioni) rispetto a gennaio 2020.
La penetrazione Internet mondiale si attesta al 59,5%, valore che potrebbe essere sottostimato a causa delle difficoltà legate al corretto tracciamento degli utenti Internet legate alla pandemia da COVID-19.
Inoltre, sono 4,20 miliardi gli utenti delle piattaforme social, con un incremento del 13% (490 milioni di persone) rispetto all’anno precedente.
La penetrazione delle piattaforme social si attesta quindi al 53% della popolazione mondiale.
Il tempo speso sulle piattaforme social continua a crescere anche se in misura più contenuta rispetto agli ultimi anni, attestandosi a 2 ore e 25 minuti al giorno con sostanziali differenze da Paese a Paese, per esempio la popolazione delle Filippine è connessa ai social per 4 ore e 15 minuti al giorno e quella del Giappone 51 minuti al giorno.
L’utente medio passa online circa 7 ore al giorno, con un aumento di oltre un quarto d’ora al giorno rispetto alla rilevazione del 2020.
Il 98% degli utenti attivi su una piattaforma social, lo è anche su almeno un’altra: l’84% degli utenti TikTok tra i 16 e i 64 anni dichiara di usare anche Facebook, mentre il 95% degli utenti Instagram nella stessa fascia d’età dichiara di usare anche YouTube.
È la fascia più senior a registrare le crescite relative più ampie su diverse delle piattaforme più seguite: su Facebook, ad esempio, gli ultra sessantacinquenni sono aumentati del 25% rispetto al 2020, quasi il doppio rispetto alla media che si attesta al 13%; anche su Snapchat è osservabile un incremento del 25%, ma negli ultimi 3 mesi. In particolare, considerando la fascia dai 50 anni in su raggiungibile tramite annunci pubblicitari (adv), gli uomini sono addirittura cresciuti del 33%.
In Italia, sono oltre 1 milione le persone che si sono connesse ad Internet per la prima volta nel corso del 2020, con un incremento del 2,2%, che fa superare la soglia dei 50 milioni di utenti Internet. È stato possibile osservare anche l’aumento dell’utilizzo delle piattaforme social: oltre 2 milioni di nuovi utenti, con un incremento quasi del 6% che fa raggiungere quota 41 milioni utenti social.
Gli italiani sono connessi per oltre 6 ore al giorno ad Internet, e passano quasi due ore sui social (il 98% da dispositivi mobili), mentre continuano ad essere rilevanti i periodi che gli italiani passano a fruire di contenuti audio (una persona su 4 ascolta regolarmente i podcast) e gaming (oltre 4 persone su 5 giocano, a prescindere dai device preferiti), anche grazie agli incrementi nelle velocità medie di connessione pari al 11% per il mobile e il 29% per il fisso.
L’85% ha dichiarato di aver partecipato attivamente al dialogo online (era l’81% nel 2020).
Nel complesso, sembrerebbe che le donne usano Internet per i social network e per rafforzare le relazioni preesistenti, mentre i maschi usano i siti di social network per flirtare e fare nuove amicizie. Per riassumere, mentre le donne sono più inclini a stabilire relazioni informatiche online, i maschi sono più inclini alla dipendenza.
Estratto da Rapporti ISTISAN 22/5 – ISSN: 1123-3117 (cartaceo) • 2384-8936 (online)
di Adele Minutillo, Paolo Berretta
Centro Nazionale Dipendenze e Doping, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Copia integrale del testo si può trovare sul sito fonte, al seguente link.
Foto di Pintera Studio da Pixabay
