01.09.22 – Il rilascio, lo scorso 16 luglio, dell’analisi sistematica del Global Burden of Disease (GBD), dedicata all’impatto sulla salute dei consumi di bevande alcoliche, rivaluta il valore del bere a basse dosi. Come noto, il GBD stima l’esito di danno e malattia attribuibili ad una determinata causa utilizzando metodologie di misura in rapporto alla popolazione, all’area geografica, all’età e ad altri determinanti di salute.

Applicando il metodo ai dati del 2020 di 204 paesi suddivisi in 21 regioni, e osservati nelle varie classi di età, lo studio mostra che il consumo di bevande alcoliche su scala globale ha un impatto rilevante e differenziato. L’impatto rilevante si constata, come già si sapeva, a dosi elevate di consumo, con effetti dannosi crescenti e cumulativi in tutta la popolazione. L’impatto differenziato si coglie considerando soprattutto l’età e l’area geografica.

Si registra infatti che negli individui al di sopra dei 40 anni di età i consumi limitati mostrano di contribuire in termini di beneficio alla salute cardiovascolare con effetti protettivi su infarto e ictus ischemico. Nella popolazione compresa tra i 15 ed i 39 anni emerge invece un potenziale di rischio maggiore, non compensato da effetti protettivi.

 

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