
26-11-19. Si è tenuta oggi a Roma una conferenza stampa, promossa dai principali esponenti del mondo delle dipendenze, per chiedere che venga avviata una riforma organica del DPR 309/90. Presente per la nostra Societá Scientifica il nostro Presidente, dott. Claudio Leonardi.
I temi presentati sono il frutto di un primo lavoro svolto dai rappresentanti delle diverse reti nazionali, dalle realtà maggiormente rappresentative del privato sociale e dalle società scientifiche composte da professionisti dei servizi pubblici.
La revisione normativa richiesta, si fonda su tre elementi di base: la Governance, il Processo Integrato di Presa in Carico Globale della Persona, le Risorse. Il punto di partenza dell’intero ragionamento è che il DPR 309/90, così come modificato ed integrato dalla L. 45/99, ha in sé principi tutt’ora attuali e di grande rilevanza, quali: la centralità della persona, l’integrazione dei servizi, la libera scelta, la garanzia delle risorse.
Il lavoro di rivisitazione non può quindi che partire da tale consapevolezza, aggiornando la terminologia e le risposte dei servizi all’evoluzione delle dipendenze (sia da sostanze che comportamentali) e investendo sul sistema dei servizi, implementandolo e affinché detti principi diventino realmente esigibili.
Da qui derivano i tre fondamenti sopra indicati, cardine del processo di riforma.
Negli anni il sistema di intervento si è tarato sempre più su un livello prestazionale per singola fase (prevenzione primaria e secondaria, presa in carico iniziale, disintossicazione, cura e riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo) perdendo progressivamente di vista la complessità multidisciplinare dell’intervento. Eppure le dipendenze patologiche rappresentano forse la problematica che maggiormente necessita di un intervento integrato, sociale e sanitario, differenziato in termini di obiettivi ed azioni tra le diverse fasi di un processo, che però va inteso come unico ed indivisibile, oltre che individuale e specifico per ciascuna persona.
Abbiamo quindi provato ad avviare un’idea, in modo certamente migliorabile, per proporre normativamente tale approccio di “processo”, all’interno del disegno più generale di modifica del DPR 309/90, provando a ribadire, nell’articolato, la necessità di prevedere percorsi integrati capaci di una visione realmente globale della presa in carico. Un elemento che riteniamo rilevante, oltre che ormai irrinunciabile, è la previsione di una normativa che tenga conto dell’intero mondo delle dipendenze patologiche e non solo di quelle da sostanza, proponendo nell’articolato l’inserimento anche delle dipendenze cosiddette comportamentali, quali target del Sistema Integrato dei Servizi.
Abbiamo piena consapevolezza, inoltre, che negli anni le risorse destinate al sistema di prevenzione, cura e riabilitazione, si sono progressivamente ridotte, rispetto agli ampi interventi inizialmente previsti dalla 45/99 al punto da divenire oggi totalmente insufficienti.
Emblematica in tal senso é la nota vicenda dell’azzeramento del fondo previsto dalla L. 45/99 all’art.127 e interamente confluito nel Fondo Indistinto delle Politiche Sociali a seguito dell’approvazione della L. 378/2000. Il rifinanziamento di quel fondo, che negli anni ha garantito percorsi di prevenzione ed inserimento socio-lavorativo ed ha consentito sperimentazioni importanti nel campo della cura e della riabilitazione, oggi divenute prassi operative, rappresenta in questo momento una necessita imprescindibile, riconosciuta unanimemente da tutti gli attori del sistema per un reale rilancio della sfida alle dipendenze. Per tale motivo abbiamo ipotizzato la sua riproposizione, immaginando di destinare a tale fondo 1’80% delle somme di denaro costituenti il ricavato della vendita dei beni confiscati alla criminalità, nonché il 50% delle somme di denaro confiscate a seguito di condanna per uno dei reati previsti dal DPR 309/90.
In definitiva, il lavoro svolto non vuole essere altro che un primo punto di partenza per avviare un confronto su una efficace e condivisa progettualità capace di coinvolgere tutti gli attori del sistema, del pubblico e del privato sociale, per addivenire ad una ridefinizione del DPR 309/90 in sintonia con quanto già previsto dalla L. 45/99 con delle soluzioni quanto più coerenti e condivise possibili.
Coordinamento Nazionale dei Coordinamenti Regionali che operano nel Campo dei Trattamenti delle Dipendenze (Intercea), la Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT), il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (CNCO), l’Associazione Nazionale Comunità Terapeutiche Pubbliche per le Dipendenze Patologiche (ASCODIP), FederSerd, la Società Italiana Patologie da Dipendenza (S.I.Pa.D.), la Società Italiana Tossicodipendenze (SIDT), San Patrignano, Comunità Incontro, Exodus, Comunità Emmanuel, Associazione Somon.
Rassegna stampa sull’argomento:

