
03.02.26 – Comunicato stampa S.I.Pa.D.
L’importanza della prevenzione e della cura delle dipendenze come fattore protettivo verso la malattia oncologica.
La Società Italiana Patologie da Dipendenza – S.I.Pa.D. sostiene la campagna globale della Giornata Mondiale contro il Cancro (World Cancer Day) che si celebra oggi, iniziativa internazionale che mira a richiamare l’attenzione della popolazione e dei sistemi sanitari nella lotta contro una delle patologie più diffuse e invalidanti del nostro tempo.
Il rapporto tra dipendenze e sviluppo di patologie neoplastiche rappresenta un ambito di crescente interesse epidemiologico e clinico, collocandosi all’intersezione tra oncologia, medicina delle dipendenze e sanità pubblica.
Le evidenze disponibili indicano che tale relazione non è univoca né omogenea, ma si articola secondo differenti livelli di causalità, che includono effetti cancerogeni diretti, meccanismi indiretti mediati da infezioni croniche e immunosoppressione, nonché determinanti comportamentali e socio-sanitari associati alla dipendenza.
Tra le sostanze d’abuso, il tabacco e l’alcol rappresentano modelli paradigmatici di relazione causale diretta con lo sviluppo di neoplasie.
Il fumo di tabacco è riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio prevenibili, con un’associazione causale solida e dose-dipendente con tumori del polmone, del distretto testa-collo, dell’esofago, del pancreas, della vescica e di altri organi.
Analogamente, il consumo cronico di alcol presenta una relazione causale certa con neoplasie quali quelle del fegato, dell’esofago, dell’orofaringe e del colon-retto.
Meno noto ma altrettanto dimostrato con forti evidenze scientifiche è il legame tra consumo di alcol e tumore al seno, elemento che diventa ancora più preoccupante se si pensa all’elevato numero di donne consumatrici di alcol sempre più giovani e con modalità sempre più pericolose.
Diversa è la natura del rapporto tra cancro e dipendenza da sostanze stupefacenti illegali quali oppioidi, cocaina e altre. In questo caso, l’evidenza supporta un aumento significativo del rischio neoplastico attraverso meccanismi indiretti.
Tra questi, un ruolo centrale è svolto dalle infezioni croniche trasmesse per via parenterale o sessuale, in particolare dai virus dell’epatite B e C e dal virus dell’immunodeficienza umana.
L’infezione cronica da HBV e HCV rappresenta uno dei principali fattori eziologici del carcinoma epatocellulare, mentre l’HIV è associato a un incremento di linfomi e di tumori virus-correlati, come quelli indotti da HPV.
Il caso della cannabis merita una considerazione separata. Alcuni studi suggeriscono una possibile associazione tra consumo di cannabis fumata e tumori del tratto respiratorio superiore, verosimilmente legata ai prodotti della combustione.
Nei soggetti con dipendenza attiva, inoltre, sono frequenti il ritardo diagnostico, la scarsa adesione ai programmi di screening e le difficoltà di accesso alle cure, elementi che contribuiscono a una diagnosi più tardiva e a una prognosi peggiore delle patologie neoplastiche.
A questi si associano determinanti comportamentali e sociali, quali alimentazione inadeguata, sedentarietà, comorbidità psichiatriche e condizioni di marginalizzazione, che amplificano ulteriormente il rischio.
Da sottolineare anche come la patologia oncologica che colpisce la donna con dipendenza da alcol, tabacco o sostanze illegali, porta con sé un carico di malattia che si ripercuote spesso sulla cura dei figli, dei genitori e della famiglia in generale, con un ulteriore incremento dei costi sanitari e sociali della malattia.
In conclusione, la relazione tra dipendenze da sostanze stupefacenti e cancro deve essere interpretata come un continuum di causalità, che va dalla cancerogenicità diretta di alcune sostanze fino a meccanismi indiretti complessi e multifattoriali.
La prevenzione e il trattamento delle dipendenze assumono pertanto un ruolo centrale anche in ottica oncologica, configurandosi come interventi di prevenzione primaria e secondaria.
La costituzione e il consolidamento di una rete di cura ampia e trasversale, che incrementi la sensibilizzazione di popolazione, sistema sanitario e istituzioni, l’accessibilità agli screening e la diagnosi precoce, appare essenziale per ridurre l’incidenza della patologia oncologica e migliorare gli esiti clinici anche in questa popolazione ad alta vulnerabilità.
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