17.09.24 – La preoccupazione di determinare una condizione di addiction da analgesici oppioidi in pazienti che soffrono di dolore, rappresenta una condizione ostativa non infrequente nella pratica clinica quotidiana. 

I farmaci oppioidi, infatti, oltre a possedere un effetto antalgico, sono in grado di modulare il sistema cerebrale della gratificazione e della ricompensa di qualsiasi individuo.

Questi effetti possono essere “valutati” e vissuti dal soggetto in diversi modi: in alcuni casi non rivestono un’importanza rilevante e non determinano alcuna alterazione dell’equilibrio psichico e comportamentale del soggetto in altri, invece, possono rappresentare la base per l’inizio di un misuso del farmaco oppioide e dell’instaurazione progressiva di uno stato di dipendenza “complessa” o addiction propriamente detti.

Infatti, sebbene tutti i farmaci oppioidi siano in grado di determinare uno stato di dipendenza iatrogeno correlato alle loro caratteristiche farmacodinamiche, questo non rappresenta di per sé una condizione patologica, bensì un normale processo fisiologico collegato al progressivo instaurarsi del fenomeno della tolleranza che, inevitabilmente, questi farmaci determinano, alla stessa stregua di altre molecole che insistono su qualsiasi tipologia di recettore cerebrale.

Pertanto, essere affetti da una condizione di dipendenza da oppioidi in corso di terapia antalgica, non significa essere diventati dei “malati” né, tantomeno, essere nella precondizione di diventare dei soggetti “addicted”.

Tutto questo sarebbe sostenuto anche da recenti studi di carattere neurobiologico nei quali si sarebbe dimostrata una riduzione della produzione di dopamina e, quindi, dell’effetto “reward” degli oppiacei, in modelli animali affetti da dolore neuropatico e trattati, appunto, con una terapia antalgica a base di oppioidi.

Debbono essere, quindi, degli specifici fattori organici, psichici e sociali, posti in rapporto con gli effetti “additivi” propri degli oppioidi, a rendere i pazienti in trattamento analgesico, maggiormente vulnerabili agli effetti additivi propriamente detti di questi farmaci.

Intanto, per il triennio 2023-2025, la Commissione ECM ha ricompreso, tra le tematiche di interesse nazionale, anche la formazione sull’uso improprio del Fentanyl e di altri oppioidi sintetici (https://www.doctor33.it/articolo/62043/ecm-abuso-oppioidi-tra-i-temi-indicati-dalla-commissione).

L’iniziativa è stata promossa in linea con il “Piano Nazionale Contro l’Uso Improprio di Fentanyl e Altri Oppioidi Sintetici”, con il chiaro intento di sollecitare la formazione degli operatori sanitari sull’utilizzazione di idonei strumenti di prevenzione.

Proprio gli operatori sanitari di settore e anche i farmacisti sono stati invitati, nei mesi scorsi dal Governo e dalle Istituzioni, alla massima attenzione sul tema riconoscendogli un ruolo di primo piano nell’intercettare eventuali problematiche.

Inoltre l’incremento della comparsa di sindromi dolorose tra coloro che abusano di oppiacei, rende la gestione del dolore cronico e/o del dolore pre e post-operatorio, difficile per gli operatori sanitari che sempre più dovrebbero avere familiarità con alcuni fenomeni farmacologici tipici degli utilizzatori di oppiacei e dei tossicodipendenti, come tolleranza, dipendenza fisica, iperalgesia e dipendenza nonché con gli schemi di conversione degli oppioidi per pazienti con dolore che assumono oppioidi per via orale, parenterale o transdermica e/o pazienti tossicodipendenti sottoposti a programmi di mantenimento con metadone, buprenorfina o naltrexone.

Per tutto quanto sopra la S.I.Pa.D. promuoverà una serie di corsi di formazione specifici al fine di approfondire:

  • le conoscenze sui farmaci oppioidi utilizzabili nelle forme dolorose acute e croniche
  • le conoscenze sulla appropriatezza prescrittiva e sulla epidemiologia italiana degli stati di addiction determinabili da una terapia del dolore a base di farmaci oppioidi
  • le condizioni di misuso e diversione dei farmaci oppioidi utilizzati a scopo antalgico
  • la gestione dei soggetti “opioid tolerant”

con lo scopo di concordare una proposta di PDTA, tra specialisti della terapia del dolore, operatori dei SerD e Farmacisti, riguardante le tecniche di prevenzione di un eventuale misuso dei farmaci utilizzabili per la terapia antalgica.

I partecipanti ai nostri corsi di formazione, saranno così in grado di conoscere gli aspetti fondamentali riguardanti la clinica del dolore e di applicare specifici protocolli diagnostici precoci.

Inoltre, saranno in grado di conoscere i protocolli terapeutici piú idonei per trattare il dolore post-operatorio e cronico laddove si sia instaurato un problema di dipendenza “complessa” o “addiction”.

 

Il Presidente SIPaD
Dott. Claudio Leonardi