22.03.21 – «È tempo di comprendere che il rischio che deriva dalle bevande alcoliche non sta nell’abuso ma già nell’uso». Il dottor Gianni Testino è il presidente della Società Italiana di Alcologia (SIA) e oggi insieme a Open si rivolge ai giovani lettori e non per spiegare i pericoli tenuti nascosti dietro il consumo d’alcol.
«Il periodo Covid si è sovrapposto ad un quadro già abbastanza complesso: in Italia ci sono 8,7 milioni di persone a rischio di problematiche psico-fisiche da alcol. In questi mesi di pandemia si sono verificati due fenomeni principali. Il primo ha riguardato le ricadute alcoliche per un aumento del 20%: persone che già consumavano alcol, attraverso un continuum sempre maggiore, sono scivolate in dosaggi da vera e propria dipendenza.
Il 60% della popolazione ha aumentato i consumi ed è lì che abbiamo i nuovi alcolisti, con un 15% in più rispetto al 2019. Il secondo fenomeno ha riguardato i giovani. Molte famiglie prima dell’isolamento non si erano rese conto del problema dei loro ragazzi.
Il consumo d’alcol nella percezione comune è abbastanza normalizzato e spesso nei suoi estremi legato alla figura dell’ubriacone. Nel periodo pre – pandemia il ragazzo gestiva la sua settimana in modo da bere alcol fuori casa. L’essere costretti dentro le mura domestiche ha provocato comportamenti di irritazione e nervosismo, legati proprio al fatto di non poter bere. Ecco che le famiglie si sono cominciate ad accorgere di un problema di dipendenza».
(…omissis…)
copia integrale del testo si può trovare sul sito fonte, al seguente link: https://www.open.online
